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Ascoli-Livorno, le pagelle degli Amaranto

di Gianluca Andreuccetti
Ascoli-Livorno, le pagelle degli Amaranto

Ascoli Piceno – Una nuova sconfitta esterna, peraltro senza segnare gol, colora la seconda trasferta della stagione della squadra allenata da Roberto Breda. Si è trattato di una partita senza acuti, in cui le buone cose viste contro il Perugia non più tardi di due settimane fa, non hanno trovato riscontro. Vediamo, qui di seguito, la prestazione dei ragazzi scesi in campo in maglia amaranto.

Zima. Salva il Livorno in almeno due occasioni, quando serve Pucino dopo un avventato retropassaggio di Gasbarro in apertura di contesa e quando nega ad Ardemagni la gioia del sorpasso ai danni di Calaiò, tra i più prolifici attaccanti della cadetteria attualmente in attività. Se riuscisse a dare un pizzico di tranquillità in più al suo reparto, sarebbe quasi perfetto. Voto: 7.

Morganella. Il terzino destro svizzero è la bella copia del giocatore visto all’opera contro la Virtus Entella, ma la prestazione fornita rimane ben al di sotto delle aspettative. Provvidenziale è la diagonale difensiva con cui evita il tap-in vincente a Chajia dopo un solo giro di lancette. Voto: 6.

Del Prato (10’ st). A differenza del suo predecessore, tenta qualche interessante discesa sulla fascia di competenza, facendo tuttavia mancare quasi del tutto il suo apporto in fase difensiva. Voto: 5,5.

Di Gennaro. Svolge un lavoro egregio al fianco di Bogdan e si ritrova, suo malgrado, a dover gestire le due palle gol più interessanti dell’intera partita del Livorno: la prima si risolve con un colpo di testa alto di poco sopra la traversa; in occasione della seconda, invece, è bravissimo Lanni a ipnotizzarlo. Voto: 6.

Bogdan. Dopo Zima, è nettamente il migliore tra i giocatori scesi in campo agli ordini di Breda: finché il difensore croato riesce a fare argine alle avanzate dei bianconeri, infatti, l’intera retroguardia amaranto può dormire sonni relativamente tranquilli. Nel primo tempo, si propone anche in avanti. Voto: 6,5.

Gasbarro. Comincia la partita alla sua maniera, mettendo Zima nelle condizioni di servire a Pucino il più comodo degli assist utili a trafiggere il portiere livornese; è per lo meno malaccorto quando, a seguito di un salvataggio nei pressi della linea di porta, rinvia centralmente e consente a Gerbo di scagliare verso la porta di Zima il tiro che vale l’1 a 0; è recidivo quando, intorno al quarto d’ora della ripresa, mette ulteriormente in difficoltà Zima con un nuovo retropassaggio. Mezzo voto in più per l’assist con cui serve a Di Gennaro la palla del possibile pareggio in chiusura di partita. Voto: 4,5.

Luci. Soffre l’eccessiva distanza tra i reparti, facendosi vedere in maniera assolutamente sporadica: tuttavia, riesce a dire la sua nel finale di partita, quando la condizione fisica delle due squadre comincia a scemare. Voto: 5,5.

Agazzi. Le ampie praterie destinate ad aprirsi tra la difesa e l’attacco del Livorno fanno sì che questa non sia proprio la sua partita, abbandonato come è dai propri compagni di squadra a rincorrere i dirimpettai avversari. Voto: 5.

Marsura. Ha il merito di essere l’uomo che, nelle due frazioni di gioco, cerca la porta bianconera con più costanza e, tuttavia, senza particolare incisività. Cala alla distanza. Voto: 6.

Murilo. Prestazione incolore, solo in parte giustificata dalla scelta di Braken di arretrare per cucire le trame di gioco del reparto avanzato. Nulla muta con il passaggio dal 4-2-3-1 al 4-3-3. Voto: 5.

Brignola. Nel primo tempo, lo si nota più per i continui scambi di posizione con Marsura che per altro. Un tiro da dimenticare e una discesa sulla destra poco prima di essere sostituito, invece, sono le uniche note di una partita senza particolari sussulti. Voto: 5.

Marras (15’ st). Fa molto meglio di Brignola, dando alla manovra amaranto un imprescindibile contributo in termini di imprevedibilità: tuttavia, la consapevolezza della sua scarsa condizione fisica sembra renderlo eccessivamente nervoso. Crescerà. Voto: 5,5.

Braken. Il suo inserimento dal primo minuto al posto di Raicevic è la mossa che non ti aspetti da parte di Breda: l’attaccante olandese lo ricambia con una prestazione in cui ha il torto di mettersi troppo a disposizione della squadra, non rendendosi mai veramente pericoloso. Ma, dopo poco più di dieci giorni di permanenza in Italia, cosa era davvero lecito aspettarsi da un centravanti olandese al debutto assoluto nel campionato cadetto? Voto: 5,5.

Porcino (26’ st). Entra troppo tardi e lo fa in un ruolo sostanzialmente non suo. Senza voto.

All.: Breda. Fatta eccezione per la scelta di un paio di singoli (Gasbarro e Braken), il Mister del Livorno manda in campo una formazione perfettamente coerente con l’ingresso dei nuovi innesti dell’ultimo giorno di mercato e con l’indisponibilità di Rocca a centrocampo. Ben presto, tuttavia, la miglior condizione fisica dei bianconeri e lo scarso affiatamento degli amaranto fanno del 4-2-3-1 predisposto dall’allenatore veneto una squadra spaccata in due e priva di collegamenti tra i reparti. Al suo team manca come l’aria un costruttore di trame offensive a centrocampo: la speranza è che Viviani sia presto in grado di svolgere con profitto il ruolo per cui è stato ingaggiato. Voto: 5,5.


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