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Carlo Nesti: “Gli errori di Pirlo contro il Milan”

di Carlo Nesti
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Questo è il diario dei miei "pensieri", in formato "NES-tweet", o in formato più esteso, a partire dal settembre 2020, fino ad oggi, in ordine inverso.

11-5-2021
Carlo Nesti: “Gli errori di Pirlo contro il Milan”

A volte, le critiche nei riguardi di Pirlo sono generiche, e vertono sul modo di giocare della Juventus. Questa volta, contro il Milan, è il caso di isolare un paio di aspetti tattici sfavorevoli. Sulla fascia destra, è parso inadeguato lo schieramento di Cuadrado basso, e McKennie alto. Cuadrado si è trovato assorbito dalla marcatura di Calhanoglu, ruolo più adatto a Danilo. Così, ha dovuto lasciare le percussioni offensive a McKennie. Quest’ultimo è stato frequentemente asfaltato da Hernandez, autentico dominatore del settore. In mezzo al campo, invece, l’avvicendamento di Bentancur ha privato il reparto dell’unico incontrista disponibile, consegnando di fatto la leadership a Bennacer e Kessie. In una squadra già spregiudicata, con in avanti McKennie, Morata, Ronaldo e Chiesa, Kulusevski ha aumentato lo sbilanciamento del complesso. Risultato: squilibrio assoluto.

4-5-2021
Carlo Nesti: “Pasta Conte: al dente e piccante”

Antonio Conte è uno dei pochi allenatori al mondo con licenza di scrivere “DOC”, al fondo del cognome. Il lavoro personale risponde ad un marchio di origine controllata, che non tradisce. Ci possono essere momenti di black out, nel suo artigianato pallonaro, ma costituiscono sempre il trampolino di rilancio di prestazioni e risultati. In questa stagione, ho colto 3 svolte: l’uscita alleggerente dalla Champions League, la conversione verso un calcio più arcigno e meno spregiudicato, e il recupero tattico di Eriksen intermedio e Perisic esterno. Non pretendete di cambiarlo: quello, che lo conosce meglio, è Marotta, consapevole di come ha bisogno di periodiche scintille, anche scottanti e polemiche, per accendersi. Lui è fatto così, e Juventus, Chelsea e Nazionale hanno conosciuto la stessa pasta d’uomo, al dente e piccante.

28-4-2021
Carlo Nesti: “E’ credibile la sostituzione immediata di Pirlo?”

A molti può essere sembrato strano che, in casa Juventus, a 5 giornate dalla fine del campionato, sia emersa l’ipotesi di un cambio immediato dell’allenatore. Il nome di Tudor, infatti, si è affiancato a quello di Pirlo. Indipendentemente dalla credibilità di questa voce, val la pena affermare che non si è trattato di una battuta di spirito, e stop. La verità è che raramente, nell’arco di una stagione, si è sentito un tecnico spiegare le battute d’arresto della squadra, soprattutto contro le formazioni medio-piccole, con la scarsa determinazione. Ma non dipende dalle capacità di motivare i giocatori di Pirlo, oltre che dalle virtù temperamentali dei giocatori stessi, la grinta di un complesso? Per carità: si sono viste centinaia di allenatori sapere spronare i loro uomini, senza per forza assumere atteggiamenti ringhiosi, ma l’applomb catartico di Andrea, spesso, appare veramente scoraggiante.

21-4-2021
Carlo Nesti: “E se la guerra dei ricchi fosse la guerra dei poveri?”

Da uomo di campo, Roberto De Zerbi ha descritto meglio di altri lo scisma del pallone. E’ un colpo di stato, che equivale alla trasformazione del calcio di tutti in calcio di pochi, con una mossa notturna, di nascosto, per mettere davanti al fatto compiuto lo scempio dei valori morali dello sport. Si è parlato della massima espressione dell’avidità dei ricchi. Eppure, pensiamoci bene: questa, al contrario, è la strada della disperazione di chi è diventato, in realtà, povero. Si apprende che le società ribelli hanno accumulato 5-6 miliardi di debiti. I proventi del torneo, invece, frutterebbe 3 volte quelli di Champions League ed Europa League. Ecco qual è la distanza fra necessità di sopravvivenza e offerta di ricchezza. Sarà difficile, dunque, convincere i “ricchissimi/poverissimi” a invertire la rotta. Chi non ha più ossigeno per respirare, non ha più la forza di capire cosa significano democrazia e meritocrazia.

14-4-2021
Carlo Nesti: “Europei e Champions: 2 modi di applicare e tradire il buon senso”

Sembrava impossibile tagliare il traguardo della partecipazione del pubblico ai prossimi Europei di calcio, in termini di presenze. Troppo breve il periodo di adeguamento alle vaccinazioni, con modalità ancora vaghe per arrivare alla soglia del 25%. A me pare che la notizia sia stata accolta con una enfasi eccessiva, anche perché bisognerebbe sperimentare la soluzione in campionato, e poi cantare vittoria. Ma la vera difficoltà era trovare qualcuno, che si assumesse la responsabilità di generare la scintilla dell’entusiasmo, in un periodo ancora carico di incertezze. Complimenti, dunque, a Draghi, alla Vezzali e a Gravina. Mi infastidisce molto, piuttosto, che in parallelo viaggi l’iter per aumentare di 100 partite la futura Champions League. Da un lato il buon senso, e dall’altro il gigantismo, come se si ignorasse il ridimensionamento, del quale tutti abbiamo bisogno.

7-4-2021
Carlo Nesti: “Perché non vaccinare i giocatori?”

Alla luce di oltre 160 casi, mi appello alla corte, e giuro di dire la verità, soltanto la verità, nient'altro che la verità. Posto che, con la cancellazione della partita Juventus-Napoli del girone di andata, si è deciso un suicidio collettivo, e cioè far saltare in un colpo solo l’unanime protocollo anti-Covid, credo che in materia qualsiasi atto sia consentito. Abbiamo assistito a incontri arbitrati dalle Asl, e incontri ignorati dalle Asl. Con la stessa disinvoltura, mi chiedo: una volta spese ingenti somme per migliaia di tamponi, sarebbe uno scandalo comprare anche i vaccini per giocatori e staff? Capisco che le priorità vadano a classi anagrafiche, o categorie professionali, perché è una questione etica. Ma non comprendo perché il risparmio sui tamponi, da qui alla fine della stagione, non possa essere considerata una condizione sufficiente per garantire la salute, abbattendo uno spreco.

30-4-2021
Carlo Nesti: “Arbitrometro: un Torino danneggiatissimo”

L’Arbitrometro è un sistema inventato da me, e realizzato da Massimo Fiandrino, che conteggia gli errori commessi dagli arbitri, e non corretti dal Var, secondo la “moviola” del lunedi' de “La Gazzetta dello Sport. Si tratta di un calcolo soggettivo, ma comunque significativo, perché la “rosea” valuta tutte le tecnologie, adottate dalle principali emittenti televisive italiane. Dopo la 28^ giornata di campionato, ecco la situazione delle “8 grandi” della Serie A. Errori a favore: Juventus e Milan 26; Roma 24; Napoli 20; Inter 19; Lazio 18; Fiorentina 16; Torino 14. Errori contro: Torino 53; Inter e Juventus 27; Milan 23; Lazio 22; Roma 19; Napoli 14; Fiorentina 12. Il conteggio tiene in considerazione gli errori commessi, a proposito di gol, rigori, fuorigioco, espulsioni e punizioni. La squadra con più rigori a favore è il Milan: 16; con più rigori contro: Fiorentina e Torino 7.

P.S. - Nel consultare queste statistiche, tenete sempre presente che si tratta di semplici calcoli aritmetici, ottenuti sommando gli episodi riportati dai media. Non esiste, dunque, nessun dubbio sull’imparzialità di chi realizza l’Arbitrometro. E’ ovvio che chi ha le risorse di gioco per entrare più volte nell’area avversaria, come, di solito, chi vince lo scudetto, si presta maggiormente a errori arbitrali più o meno favorevoli, in quanto costruisce più occasioni per essere giudicato. Di conseguenza, i rilievi statistici non devono, in alcun modo, ridimensionare i meriti delle squadre, anche quando sono state aiutate da una valutazione errata dei direttori di gara. Per i dettagli, formazione per formazione, consultate https://www.fantacalcio.it/blogs/nesti-channel.

24-3-2021
Carlo Nesti: “Superpagella dei quotidiani sportivi: in testa Ibrahimovic”

Grazie all’analisi e alla sintesi di Massimo Fiandrino, abbiamo preso in considerazione i voti in pagella dei giocatori di Serie A, espressi dai 3 quotidiani sportivi italiani: “La Gazzetta dello Sport”, “Corriere dello Sport” e “Tuttosport”. Dopo 28 giornate, le medie voto premiano come 5 migliori in assoluto: Ibrahimovic (Milan) 6,86, Lukaku (Inter) e Ronaldo (Juventus) 6,60, Muriel (Atalanta) 6,59, Barella (Inter) 6,57, e De Paul (Udinese) 6,55. Dando un’occhiata panoramica alle 8 potenziali “grandi” del torneo, in ordine alfabetico, i leader in classifica sono: nella Fiorentina Ribery 6,24, nell’Inter Lukaku 6,60, nella Juventus Ronaldo 6,60, nella Lazio Milinkovic-Savic 6,37, nel Milan Ibrahimovic 6,86, nel Napoli Lozano 6,47, nella Roma Mkhitatyan 6,39, e nel Torino Belotti 6,41.

17-3-2021
Carlo Nesti: ”L’Inter fra guardiolismo e cholismo”

Più appare intricato il futuro societario, e più l’Inter vola in classifica: 28 punti sugli ultimi 30. Ma il problema sussisterebbe se il club fosse boccheggiante, e gli acquirenti non esistessero. Qui, al contrario, sono 3 e facoltosi, per cui lo scenario è ben più rassicurante. Frattanto, il modo di giocare e di vincere dei nerazzurri alimenta dibattiti, sul fatto che Conte abbia trovato una sua via di mezzo ideale fra guardiolismo e cholismo, tika taka e gioco verticale. In realtà, io credo che l’Inter odierna sia la somma fra qualcosa di momentaneo, e qualcosa di definitivo. E’ momentaneo l’atteggiamento pragmatico e sparagnino, con il quale la squadra ha raccolto le ultime vittorie di misura. Penso che gli uomini di Conte possano ambire a picchi superiori, sul piano della spettacolarità. E’ definitiva, invece, la miscela fra Lukaku e Lautaro, un carburante (33 gol in 2) che nessuno può vantare in Italia.

10-3-2021
Carlo Nesti: ”Juve: cosa resterà dopo il Porto”

Se valutiamo i 2 tempi dell’andata, meno il finale con gol di Chiesa, e il primo tempo in 11 contro 11 di ieri sera, il Porto non ha sicuramente demeritato, Anzi: si è dimostrato superiore per organizzazione tattica, e per condizione atletica. Contro un catenaccio elastico, impostato sul 6-4-0, con due linee ermetiche molto strette, la Juventus doveva aggirare l’avversario, e lo ha fatto con Cuadrado e Chiesa. Ma doveva anche, vista la linea difensiva alta dei 6 difensori, cercare l’imbucata, non giocando la palla soltanto sui piedi, ma anche negli spazi. Questo non è mai avvenuto: incursioni centrali azzerate. E adesso? Nell’eventuale futuro di Pirlo, le garanzie sono De Ligt, Demiral, Chiesa, Kuluselsky e Morata. Il futuro è incerto in Bonucci, Chiellini, Alex Sandro, Cuadrado con i suoi 33 anni, Arthur, Ramsey, Rabiot e Dybala. Ronaldo è costato 348 milioni in 4 anni. Soddisfacente in campo nazionale, fallimentare in campo internazionale. Basterà ad entrambi: giocatore e club?

4-3-2021
Carlo Nesti: ”Perché i 4 punti in 4 partite del Milan”

Quattro punti in 4 giornate indicano, per il Milan, l’impossibilità di reggere la leadership dell’anno solare 2020. La prima molla di quel percorso era stata l’entusiasmo, determinato dall’arrivo di Ibrahimovic. Significava dare un senso logico ad un gioco laborioso, che però non riusciva mai a tradursi in una efficace azione offensiva. Perché questo filo rossonero si sia interrotto non è facile spiegare, se non mettendo insieme una serie di flessioni individuali: Romagnoli, Hernandez, Bennacer, Kessie e Calhanoglu. Gli avversari hanno incrementato le loro contromisure difensive, e hanno ridotto la profondità alle spalle dei sostituti di Zlatan: Leao e Rebic. Così, momentaneamente, si sono spente le luci in zona gol, anche per il vuoto lasciato da chi doveva ovviare alla lacuna: Mandzukic.

23-2-2021
Carlo Nesti: “Inter: la curiosità di vedere un Hakimi a briglie sciolte”

Dal 9 dicembre (partita con lo Shakhtar), in campionato, l’Inter ha giocato 14 volte, vincendo 10 volte su 14. Ora, è una squadra sgravata dalla pressione della Champions League, e anche della Coppa Italia. Miglior attacco e seconda difesa. Lukaku con 17 gol, e Lautaro con 13 gol, su 57 complessivi segnati, hanno firmato 30 reti in 2, e cioè oltre la metà della squadra, che realizza 2 gol e mezzo a gara. Conte ha lavorato sull’organizzazione collettiva e sull’equilibrio tattico. Per quanto riguarda l’equilibrio strategico, 2 casi particolari documentano l’evoluzione, e cioè quelli di Eriksen, inserito nel terzetto di centrocampo, e Perisic, “spalmato” sulla fascia sinistra. A mio giudizio, resta ancora una carta da provare: un 4-3-3 di scorta, con Hakimi esterno destro alto, coperto da Darmian. Hakimi, senza la fatica del pendolarismo, può essere un esperimento straripante.

18-2-2021
Carlo Nesti: “Juve: nettamente brutta, leggermente penalizzata”

Stavolta la questione non è se sia stata una Juve più allegriana, o più sarriana. Abbiamo visto, molto semplicemente, una squadra al 90 per 100 brutta, e al 10 per 100 penalizzata. Brutta, perché incapace di esprimere grinta e gioco. Penalizzata, perché con un minimo di giustizia il finale poteva regalare addirittura un 2-2. Tanto per cominciare, chiamiamola non “costruzione”, ma “distruzione” bassa del gioco. Inoltre, contro quella sorta di Atletico Madrid alla Simeone, previsto da Pirlo, la Juve non è mai stata in grado né di allungare il gioco, diminuendo il fraseggio barocco per raggiungere prima le punte: grave la mancanza di Morata, disastrosa la latitanza di Ronaldo, e provvidenziale il salvagente Chiesa. Né di allargare il gioco: grave la mancanza di Cuadrado, e sconcertanti l’unico tiro dei primi 45’, e gli 8 cross dell’intera partita.

11-2-2021
Carlo Nesti: “Conte: la sua stella stia a guardare”

Questioni digitali (dita) e genitali (attributi). Questioni da dimenticare in fretta, in quanto Agnelli vs Conte non hanno dato vita a nulla di edificante. Avevamo appena detto che Ibra e Lukaku dovevano ricordarsi di costituire un esempio importante per tutti. Appunto... Ma, nonostante ciò, senza eccessivo chiasso, che le stelle stiano a guardare, e non vengano rimosse, comprese quelle dell'Allianz Stadium. Non sono d'accordo con le petizioni favorevoli alla cancellazione di Conte. Perché? Semplice. Perché questa è una annosa schermaglia che riguarda 2 persone, e non un campione e la sua storia. Conte contro Agnelli, e non Conte contro la Juve. Le questioni inter(juve)personali non c'entrano con lo splendore delle stelle. Quelle sono eterne, e non siano spente dalle invettive da assemblea condominiale. Impariamo a distinguere.

3-2-2021
Carlo Nesti: “Gattuso troppo solo contro tutti”

Rino Gattuso non merita la bagarre, che si è scatenata a Napoli, attorno al suo nome. E’ un allenatore che ama lavorare in silenzio, e che adesso è obbligato ad uscire in avanscoperta, per legittima difesa. Sarebbe interessante sapere se il presidente De Laurentiis ritiene utile pungolare il tecnico, non smentendo mai i nomi di nuovi candidati, o se il gioco fa parte di un piano, che deve portare allo sfinimento e alle dimissioni. Credo che il proprietario abbia trovato pane per i suoi denti, perché escludo che Rino possa dimettersi. Si considera massacrato da tutte per parti, in quanto non viene evidenziata la difficoltà di attuare un progetto senza attaccanti come Osimhen e Mertens. Non si tratta di una scusante di comodo, ma di una attenuante legittima, come se ad altre grandi fossero negati Lukaku, Ibrahimovic o Ronaldo.

27-1-2021
Carlo Nesti: “Quel “semidio” di Ibra scenda dal pulpito”

Per par condicio, dovrei parlare sia di Ibrahimovic, che di Lukaku, entrambi protagonisti colpevoli, al centro del ring. Ma il belga è un gigante buono, per il quale lo “scazzo” è un’eccezione. Lo svedese, invece, è un meraviglioso giocatore, al quale, ogni tanto, servirebbe un minimo di manutenzione della materia grigia. Abbandoni, per favore, i periodici richiami ad una presunta vicinanza al Padreterno. Che poi, a Qualcuno, Lassù, girano davvero, e ti fanno fare figuracce come ieri sera. Io amo Zlatan con la palla ai piedi, e aborro (Mughini mi perdoni la licenza) Zlatan senza la palla ai piedi. Anzi: talvolta, il desiderio sarebbe quello di vederlo con una palla al piede, e un bavaglio in bocca, in modo da tornare con i tacchetti per terra. Finora era stato irreprensibile, per cui ho fiducia che si redima in fretta.

21-1-2021
Carlo Nesti: “Juve: siano titolari Cuadrado, McKennie, Arthur e Bentancur”

Così è il calcio. Stavolta un destino favorevole ha aiutato la Juventus, cancellando l’onta di Milano. E così, ai meriti incontestabili dei bianconeri, si sono aggiunte la buona sorte/abilità delle paratone di Szczesny, e il rigore sbagliato da Insigne. E’ stata una lodevole versione del team Pirlo, per il possesso palla, troppo subìto dal Napoli, anche se 3 tiri in porta, complessivamente, sono pochi. Ma con il recupero di Cuadrado, si sono viste accoppiate, che dovrebbero diventare fisse. Dalla parte, giustamente temuta, di Insigne, è fiorita la coppia formata dal colombiano e da McKennie, che hanno esibito una intesa perfetta. Inoltre, a me continua a sembrare chiara la complementarietà fra 3 centrocampisti: Arthur metronomo, Bentancur anima, e proprio McKennie incursore. Con tutto il rispetto, Rabiot e Ramsey siano riserve.

12-1-2021
Carlo Nesti: “Juve: basta con l’area avversaria vuota!”

Maledetta sia quell’area avversaria vuota, quando non gioca Morata! Purtroppo per la Juventus, sia con Sarri, sia con Pirlo, si continua a registrare questa assurdità, nel momento in cui viene meno la figura tradizionale del centravanti. Nel Milan, quando manca Ibrahimovic, ci prova Leao. Nell’Inter, quando manca Lukaku, si prova Lautaro. Nella Juventus, invece, non ci prova nessuno, con il vantaggio di liberare i difensori centrali altrui, e dare il tempo ai centrocampisti di chiudere i varchi. In quei casi, Ronaldo dovrebbe capire la necessità di spostarsi in mezzo, senza farsi pressare a sinistra. E Dybala dovrebbe capire che più parti da lontano, più avversari hai da dribblare, e più esponi tibie, rotule e caviglie a linciaggi, come quello contro il Sassuolo. In rosa, solo Kulusevski può tentare di ovviare al paradossale vuoto tattico. Se no, ben venga l’arrivo di Scamacca o Llorente.

7-1-2021
Carlo Nesti: “La trasformazione tattica di Chiesa”

Continuano ad essere varie le letture del modulo tattico adottato dalla Juventus. Contro il Milan, c’è chi ha visto un 3-5-2, chi un 4-4-2, e chi, come me, un 4-3-3. Un fatto è certo: un giocatore, Federico Chiesa, si è mosso in posizione molto più avanzata, rispetto al recente passato, traendone grandi benefici. In effetti, più volte avevo notato come fosse eccessivo il sacrificio imposto da Pirlo all’ex viola. Gli si chiedeva, a destra o a sinistra, di coprire l’intera fascia, ben distante dall’area altrui. A Milano, invece, Chiesa ha goduto della copertura, alle spalle, di Danilo, destinato a contenere Hauge. Così, gli è toccato di non doversi preoccupare dei rientri, ma di ingaggiare un duello personale con Hernandez. E da questo confronto è uscito ampiamente vincitore, con una doppietta, un palo, e una infinità di iniziative pericolose. Questo è il Chiesa, che serve a Pirlo: esterno destro alto nel tridente.

30-12-2020
Carlo Nesti: “Ibrahimovic il re delle pagelle”

Grazie all’analisi e alla sintesi di Massimo Fiandrino, abbiamo preso in considerazione i voti in pagella dei giocatori di Serie A, espressi dai 3 quotidiani sportivi italiani: “La Gazzetta dello Sport”, “Corriere dello Sport” e “Tuttosport”. Dopo 14 giornate, le medie voto premiano come 5 migliori in assoluto: Ibrahimovic (Milan) 7,58; C. Ronaldo (Juverntus) 6,83; Belotti (Torino) 6,73; De Paul (Udinese) 6,6; Hernandez T. (Milan) 6,57. Dando un’occhiata panoramica alle 8 potenziali “grandi” del torneo, in ordine alfabetico, i leader in classifica sono: nella Fiorentina Dragowski 6,35, nell’Inter Barella 6,54, nella Juventus C. Ronaldo 6,83, nella Lazio Immobile 6,53, nel Milan Ibrahimovic 7,58, nel Napoli Osimhen 6,52, nella Roma Mkhitaryan e Spinazzola 6,5, e nel Torino Belotti 6,73.

24-12-2020
Carlo Nesti: “Milan la più migliorata, e la Roma la più migliorabile”

A mio giudizio, nell’anno solare 2020, la squadra “più migliorata”, e cioè quella in cui i giocatori hanno incrementato maggiormente la loro quotazione, è il Milan. Invece, la squadra “più migliorabile”, e cioè quella in cui i giocatori sembrano potere incrementare ulteriormente le loro prestazioni, è la Roma. Fra i rossoneri, mi riferisco, in particolare, a Donnarumma, Calabria, Hernandez, Bennacer, Kessie, Calhanoglu e Ibrahimovic. Fra i giallorossi, a Ibanez, Mancini, Korsdorp, Cristante, Pellegrini, Veretout, Spinazzola e Pedro. Dai rispettivi passi avanti può dipendere la conquista dello scudetto, per il Milan, dove urge un vice-Ibra, e l’accesso in zona Champions League, per la Roma, dopo urge più sicurezza fra i pali. Scamacca e Sirigu sono solo ipotesi?

17-12-2020
Carlo Nesti: “Juve: un passo indietro dei trascinatori”

Un passo indietro dei tre uomini, di solito, più esplosivi, e Pirlo si impantana in una partita difficilissima. Ronaldo, che sbaglia un rigore, e sbaglia anche gara. Morata, che incespica su un tacco presuntuoso. Cuadrado, che non può sempre galoppare a mille. Ma non è certamente soltanto questo a spiegare il match. L’Atalanta sfodera il meglio di se stessa, e sradica Papu Gomez dalle ortiche delle polemiche. Con l’infortunio di Arthur, la Juventus perde l’uomo più adatto a gestire il pallone a centrocampo. È pur vero che l’equilibrio del settore mediano non è ancora prestabilito. L’assenza del brasiliano, tuttavia, è un peso non da poco. In mancanza della intensità necessaria, la squadra di Pirlo torna normale. Contro avversari eccellenti, come i bergamaschi, non può permetterselo. Così, latitando le punte, brillano le stelle dei portieri.

9-12-2020
Carlo Nesti: “Juve: il gioco alternato è la strada giusta”

Contro il Barcellona, a Torino, la partita peggiore. Contro i blaugrana, in Spagna, la partita migliore. Fra le chiavi di lettura di una grande prestazione, esiste il nodo forse più decisivo della Juventus di oggi: l’equilibrio tattico. A Torino, Pirlo, privo dell’insostituibile killer Ronaldo, aveva schierato Kulusevski, Chiesa, Dybala e Morata, e cioè 4 giocatori offensivi. In Spagna, al contrario, ha lasciato in panchina Kulusevski, Chiesa e Bernardeschi, e ha puntato su un prudente 3-5-2: Cuadrado e Alex Sandro pronti ad arretrare, per formare una linea difensiva a 5, e Ramsey solo sulla carta trequartista, ma in realtà terzo centrocampista interno, con Arthur e McKennie. Se Pirlo saprà alternare il gioco d’assalto e il gioco di rimessa, avendo tanti verticalizzatori (Cuadrado, McKennie, Morata e Ronaldo, oltre a Bernardeschi, Kulusevski e Chiesa di scorta), imboccherà la strada giusta.

1-12-2020
Carlo Nesti: “Maradona: una grande voglia di silenzio”

Infuriano le polemiche attorno alla bara di Diego Armando Maradona: l’impossibilità di conoscere la pace anche da morto. Si sente una grande voglia di silenzio, e almeno questa volta uno stadio vuoto non ci ha fatto avvertire la nostalgia della folla. Durante Napoli-Roma, è stato una presenza commovente quello sguardo di Diego, sul tabellone luminoso, per tutti i 90 minuti. Così come delicata, quanto il volo di una farfalla, quella corsa di Insigne, dopo il gol, verso la maglia di Maradona. Ma la dedica più geniale è arrivata dal campo, con la dinamica della prima e dell’ultima rete. Sono stati realmente 2 gol alla Diego. La punizione dello stesso Insigne, che ha ricordato le parabole incantate del campione argentino. E la serpentina di Politano, che ha lasciato sull'erba impronte del re del pallone. Due sontuosi “pro memoria” di ciò, che era in grado di creare il più grande di tutti.

24-11-2020
Carlo Nesti: “Le contraddizioni di Conte sul furore agonistico”

Antonio Conte, dopo la partita contro l’Atalanta, aveva suggerito un bicchiere di vino in meno a chi criticava l’Inter, per la diminuzione del furore agonistico. In realtà, contro il Torino, i primi 60 minuti di gioco hanno evidenziato lo stesso problema, tanto da indurre proprio Conte e Lukaku a sottolineare come l’Inter non sia ancora una grande squadra. E quando si è trattato di specificare le carenze dei nerazzurri, l’allenatore ha parlato esattamente di “scarso furore agonistico”. La verità è che, a caldo, gli addetti ai lavori hanno le loro buone ragioni, nel non essere abbastanza tranquilli. Per non contraddirsi da una partita all’altra, tuttavia, bisognerebbe compiere uno sforzo di buon senso, e accettare più serenamente i dibattiti. Le considerazioni degli opinionisti, infatti, non sono poi tutte da buttare, se le domeniche successive diventano credibili.

18-11-2020
Carlo Nesti: “Superpagella dei quotidiani sportivi: in testa Ibrahimovic”

Grazie all’analisi e alla sintesi di Massimo Fiandrino, abbiamo preso in considerazione i voti in pagella dei giocatori di Serie A, espressi dai 3 quotidiani sportivi italiani: “La Gazzetta dello Sport”, “Corriere dello Sport” e “Tuttosport”. Dopo 7 giornate, le medie voto premiano come 5 migliori in assoluto: Ibrahimovic (Milan) 7,5; C. Ronaldo (Juventus) 7,1; Muriel (Atalanta) 6,83; Belotti (Torino) 6,76; la sorpresa Nzola (Spezia) 6,66 al quinto posto. Dando un’occhiata panoramica alle 8 potenziali “grandi” del torneo, in ordine alfabetico i leader in classifica sono: nella Fiorentina Dragowski 6,29, nell’Inter Barella 6,5, nella Juventus C. Ronaldo 7,1, nella Lazio Milinkovic-Savic e L. Alberto 6,31, nel Milan Ibrahimovic 7,5, nel Napoli Osimhen e Lozano 6,52 , nella Roma Mkhitaryan 6,55, e nel Torino Belotti 6,76.

10-11-2020
Carlo Nesti: “”Dream team” delle statistiche: rivelazioni Ibanez, Gunter, Rovella e Amrabat”

Dopo 7 giornate del campionato di Serie A, vi propongo il “dream team” delle statistiche, ricavato dai primati nelle varie specializzazioni del gioco. Le fonti sono: legaseriea.it e whoscored.com. 1 – Portiere della squadra meno battuta: Silvestri. 2 – Primatista dei recuperi (in difesa): Ibanez. 3 – Primatista dei contrasti (in difesa): Calabria. 4 – Primatista degli intercetti (in difesa): Acerbi. 5 - Primatista delle respinte (in difesa): Gunter. 6 – Primatista dei passaggi precisi (a centrocampo): Locatelli. 7 – Primatista dei cross: Calhanoglu. 8 – Primatista del chilometraggio (a centrocampo): Rovella. 9 – Primatista della classifica cannonieri: Ibrahimovic. 10 – Primatista degli assist: Mkhitaryan. 11 – Primatista dei dribbling: Amrabat.

3-11-2020
Carlo Nesti: “Milan: decisivo il ravvedimento di Gazidis”

Il ravvedimento di Gazidis, quando il Milan cominciava a decollare, verso lo scudetto del post-lockdown, è stato decisivo. Sbagliare, o stare per sbagliare, e correggersi, è sempre indice di intelligenza e umiltà. Poteva essere il Milan di Ragnick, e invece ha continuato ad essere il Milan di Pioli, con 24 risultati utili consecutivi, e con, in questa stagione, 10 vittorie su 11. E’ un campionato anomalo, con le maledette defezioni del Covid, i tempi serrati del calendario, e le difficoltà assortite delle altre grandi. Per questo, non è un azzardo ritenere il Milan competitivo per il titolo. La maggioranza dei giocatori ha migliorato del 50%, in un anno, il suo rendimento. Concedetemi un solo dubbio: degli 11 avversari in caledario, solo Inter e Roma sono stati di pari forza. Urgono ancora, dunque, altri banchi di prova.

27-10-2020
Carlo Nesti: “Il nuovo paesaggio attorno a Ronaldo”

Non è facile immaginare il paesaggio tattico, che circonderà Ronaldo. Il modulo di Pirlo, in possesso, è il 3-4-1-2. Proviamo a numerare le posizioni: in porta 1, in difesa 2, 3 e 4, a centrocampo 5, 6, 7 e 8, a tre quarti di campo 9, in attacco 10 e 11. Il tecnico ha riservato a Ronaldo la casella 10. In realtà, il portoghese parte sempre dalla 8, per finire nella 10, tagliando da sinistra al centro. La 8, negli ultimi 180’, è stata occupata da Chiesa, Bernardeschi, e Kulusevski. Sono gli uomini, con Alex Sandro, che beneficierebbero della fascia sinistra, al momento del taglio di Ronaldo. Arrivato nella casella 10, il portoghese, dovrà combinare con la 11, Morata, e la 9, Ramsey o Dybala, favorito sul gallese. L’attacco più spregiudicato (3-2-5) sarebbe: 5 Cuadrado, 9 Dybala, 10 Ronaldo, 11 Morata e 8 Kulusevski. Domanda: chi copre? Una ardita scommessa.

20-10-2020
Carlo Nesti: “Il Sassuolo come Atalanta-bis del campionato”

Non è ancora il caso di parlare di fenomeni del passato remoto come Cagliari e Verona. O di piazze d’onore inattese come Vicenza e Perugia. Ma è pur vero che il secondo posto del Sassuolo, soprattutto all’inizio di un campionato, non può stupire più di tanto. Sono anni che la squadra emiliana si propone come l’Atalanta-bis della Serie A. Il suo Gasperini si chiama De Zerbi, e la vocazione per il gioco propositivo e mnemonico è la stessa. La differenza di questo avvio di stagione è anche costituita dalla consacrazione azzurra, con Berardi, Caputo e Locatelli. Per Berardi, a 26 anni, è arrivato l’appuntamento decisivo con la continuità. Per Caputo, a 33 anni, si completa un percorso lungo e meritato. Per Locatelli, a 22 anni, sboccia un talento che era solo da aspettare. Complimenti a tutti!

13-10-2020
Carlo Nesti: “Pirlo dimostri di non essere un integralista”

L’arrivo di Chiesa ha acceso la fantasia dei tifosi bianconeri sulla possibile impostazione tattica adottata da Pirlo. Il tecnico, fin dall’inizio, ha dichiarato di non essere un integralista, ma ha lasciato intendere, con le sue scelte, orientarsi su un 3-4-1-2, che diventa 4-4-2 in fase difensiva. Io credo si tratti unicamente di un punto di partenza, per 2 ragioni. La prima è che gli esterni a tutto campo di ruolo sono solo 2: a destra Cuadrado, che ha già 32 anni, e a sinistra Alex Sandro, che non ha sempre convinto. La seconda è che non mi sembra così decisivo Ramsey da potere ambire al ruolo di trequartista, negando un posto ad altri. Pirlo dovrà sicuramente riflettere anche su 3-4-3, 4-4-2 e, soprattutto 4-3-3, perché 2 giocatori sono insostituibili, Ronaldo e Dybala, e occorre assicurare da 1 a 2 maglie a Chiesa e Kulusevski, senza dimenticare l’opzione Morata.

6-10-2020
Carlo Nesti: “I difetti rimasti nel mercato delle grandi”

Fra tanti pregi, in termini di acquisti, proviamo a riassumere i difetti rimasti, nel mercato delle grandi. L’Inter, per completare l’allungamento della coperta di Conte, ha cercato invano un play maker di personalità come Kantè. La Juventus, dopo avere rinunciato a Dzeko, avrebbe trovato in Emerson o Marco Alonso valide alternative per lo sbiadito Alex Sandro. La Lazio doveva rafforzare la difesa, senza costringere Parolo ad adattarsi, ed è stata tradita da David Silva, ideale trampolino per Immobile. Il Milan ha riposto troppa fiducia in Colombo e Maldini, come riserve di Ibrahimovic, visto che Leao e Rebic sono più esterni. La Roma è un po’ troppo invecchiata davanti, con la media di quasi 33 anni di Mkhitaryan, Dzeko e Pedro, cedendo i giovani. Il Napoli poteva cercare una pedina più brillante di Mario Rui, come terzino sinistro, visto il calo di Ghoulam.

29-9-2020
Carlo Nesti: “Pirlo ha bocciato il 4-3-3 di Sarri”

A Roma, Pirlo ha bocciato Sarri, sostenendo l’inattuabilità del modulo-base del predecessore: il 4-3-3. Andrea, infatti, sostiene di avere a disposizione centrocampisti adatti a giocare a 2, e non a 3, a centrocampo. La Juventus, tuttavia, è scivolata proprio su un terreno caro sia a Pirlo, sia a Sarri: il recupero immediato della palla. Troppi uomini, infatti, si sono sbilanciati, e hanno facilitato le micidiali ripartenze avversarie. Da questo punto di vista, è apparso sbagliato l’assortimento della coppia, con un cursore come McKennie, e un atipico come Rabiot. Decisamente meglio 2 pedine, come Arthur e Bentancur, più disciplinate nel conservare le posizioni, la prima più qualitativa, e la seconda più quantitativa. In ogni caso, la squadra decollerà non solo con queste varianti, ma soprattutto con i progressi di Morata, e il rilancio di Dybala.

22-9-2020
Carlo Nesti: “Morata per connettere Ronaldo con Dybala”

Avevamo appena analizzato le opposte ragioni di Dzeko e Suarez alla Juventus, ed ecco che arriva la sorpresa, non nuova in casa bianconera. Per la verità, come per Pogba, il cordone ombelicale fra Morata e la società torinese non si è mai interrotto. Dipende dall’attività agonistica, se pensiamo che 27 gol e 16 assist, in 2 stagioni, avevano abbinato un ricordo eccellente alla sua esperienza juventina. E dipende dalla vita privata, se pensiamo che la conoscenza con Alice gli ha regalato una moglie e 2 gemelli. Nella nuova squadra di Pirlo potrà giocare e non giocare, visto che le opzioni tecnico-tattiche sono innumerevoli, ma la missione principale sarà riempire lo spazio esistente fra Ronaldo, a sinistra, e Dybala, a destra. Si tratta di quel ruolo di centravanti, che Higuain ha saputo interpretare solo in parte, e senza gloria.

15-9-2020
Carlo Nesti: “Juventus: le opposte ragioni di Dzeko e Suarez”

Dzeko o Suarez? Per la Juventus è anche una scelta filosofica, che presuppone 2 modi diversi di giocare. Dzeko è paragonabile a Ibrahimovic. Si propone come regista offensivo arretrato, vertice basso di un triangolo con Ronaldo a sinistra e Dybala a destra. Nella dinamica delle azioni, il bosniaco si trasforma da centrocampista aggiunto in pivot, sfruttando le doti aeree come sponda e come bomber. Suarez è paragonabile a Tevez. Si propone come punta centrale fissa, con Ronaldo a sinistra e Dybala a destra. Riempie l’area, ovviando ad una delle lacune dell’ultima versione sarriana, e svolge un ruolo da opportunista, cogliendo l’attimo anche sulle palle sporche. Sarà anche l’aspetto economico, ovviamente, a determinare la scelta della società.

9-9-2020
Carlo Nesti: “Milan: Pioli deve districarsi fra i dualismi”

Un successo del Milan è già quello di avere scongiurato la quarta rivoluzione del post-Berlusconi. Prima Li-Mirabelli-Fassone, poi Eliott-Leonardo, e quindi Eliott-Maldini. La società ha sfiorato l’ennesima svolta con Eliott-Rangnick, ma ha prevalso il buon senso, perché l’eccellente post-lockdown rossonero si doveva a Pioli-Ibrahimovic-Maldini, ed eliminarli tutti e 3 significava perdere altro tempo sulla strada del rilancio. Ora toccherà a Pioli distribuire sapientemente le risorse, perché i 3 nuovi acquisti, o probabili nuovi acquisti, giocano nelle stesse posizioni di 3, degli elementi in maggiore crescita degli ultimi mesi: Tonali-Bennacer, Brahim Diaz-Calhanoglu, e Babayoko o Soumarè-Kessie. L’allenatore deve avere in mano lo spogliatoio, per stabilire strategie e rotazioni, senza pericolosi dualismi.

2-9-2020
Carlo Nesti: “”Cocoon”: il nostro mercato senza età”

E’ un calcio italiano in formato “Cocoon”, che pone al centro dei progetti giocatori stagionati, un tempo sottovalutati per raggiunti limiti di età. Pensate a Messi (33 anni), principale oggetto dei desideri estivo. E pensate a chi domina i piani di molte squadre: Ronaldo (35) nella Juventus, Ibrahimovic (38) nel Milan, Gomez (32) nell’Atalanta, Pedro (32) nella Roma, e Ribery (37) nella Fiorentina. Aggiungiamo uomini, che potrebbero rappresentare, o rappresentano i grandi colpi delle 2 principali pretendenti al titolo: Dzeko (34) e Suarez (33) per Juventus, Vidal (33) e Kolarov (34) per l’Inter. I motivi sono 2: un mercato sempre più orientato a vincere subito, che non a programmare; e una preparazione fisica, abbinata ai test medici, che allunga le carriere.

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Sabato 15 Maggio 2021
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