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Inzaghi lo... sborone ricorda la sua carriera. Poi gli altri temi: così alla vigilia di Inter-Roma

di Raimondo De Magistris
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Questa la conferenza stampa integrale tenuta da Simone Inzaghi, allenatore dell'Inter, alla vigilia della sfida contro la Roma, gara valida per l'ottava giornata di Serie A.

Domani big match, come si riparte dopo la sosta?
"Sarà una gara molto impegnativa, fatta di duelli. Incontriamo una squadra forte, che si è rinforzata, ha qualità e un grande allenatore. Dobbiamo prepararci bene, ieri è stato il primo giorno in cui ho rivisto tutti i ragazzi dopo la sconfitta di Udine. Si è analizzata quella gara e nel frattempo si è cercato di preparare una gara importante nel nostro stadio".

Pensa che questa pausa possa aver fatto bene?
"Lo sapremo domani, anche dopo la partita. Noi sappiamo che la sconfitta di Udine è arrivata a causa nostra, siamo stati sotto il nostro standard e abbiamo preso due gol su palla inattiva per disattenzioni nostre. Abbiamo concesso una punizione e un calcio d'angolo da palla nostra, ci abbiamo messo del nostro: sappiamo di dover fare di più".

Asllani è pronto per fare il titolare?
"È un giocatore scelto, da me e dalla società, che sta facendo bene. Sta lavorando bene, domani sicuramente comincerà la partita, a centrocampo ho delle difficoltà perché ho Asllani, Mkhitaryan, Barella e Calhanoglu in questo momento. Sono in quattro, tre cominceranno e uno no, perché anche Gagliardini negli ultimi due giorni non è riuscito ad allenarsi, vediamo se riuscirà a venire in panchina almeno".

Lukaku quando torna?
"C'è stato un rallentamento che ci toglie un giocatore importante. È passato un mese, ma servirà un po' di tempo ancora".

Come spiega la differenza nei big match rispetto all'anno scorso?
"Dobbiamo fare di più e meglio. Lascerei da parte il Bayern Monaco, squadra di un altro livello: con Milan e Lazio dovevamo e potevamo fare meglio. Lo sappiamo, domani abbiano un altro scontro diretto contro una squadra forte e cercheremo di portarlo dalla nostra parte".

Quanta fiducia c'è per ripartire e quanto conta la fiducia della società?
"La società è sempre presente. Parla la mia storia: dopo lavoro io aumentano i ricavi, dimezzano le perdite e arrivano i trofei. Così è stato alla Lazio, così all'Inter. Sappiamo di avere qualche punto di ritardo, stiamo lavorando: il tempo nella sosta non è stato tantissimo, avendo avuto via tanti giocatori. Però già da ieri l'analisi di Udine è stata lucida, l'allenamento mi ha confortato: ora facciamo parlare il campo".

Avete trovato motivazioni per alcuni errori individuali?
"Dobbiamo fare tutti di più, io in primis. La prima disattenzione la paghi, sia in Serie A che in Champions: il nostro percorso in Europa lo stiamo facendo, in campionato abbiamo qualche punto di ritardo rispetto alle avversarie. Ci sono state tante critiche: ho ascoltato quelle costruttive, quelle venute ad arte le ho lasciate stare. Però la squadra è matura, sa di dover e poter fare di più".

Si sente a rischio?
"Sempre. Noi allenatori lo siamo sempre: in ogni partita, in ogni allenamento, vanno prese decisioni. Sappiamo di avere qualche punto di ritardo, stiamo cercando di lavorare e vedremo cosa dirà il campo. Io sono tranquillo, lavoro giornalmente con il mio staff e i miei giocatori. Ho la tranquillità giusta".

Gosens come sta? Chi è in vantaggio tra lui e Dimarco?
"Ho giocatori che stanno bene, sono contento che Robin si sia rimeritato la nazionale, perché ha fatto bene in Champions. Ho lui, Dimarco e Darmian: dopo l'allenamento di oggi sceglierò in quel ruolo".

Ha vissuto momenti simili alla Lazio? Ci sono delle differenze tra vivere un momento del genere all'Inter e alla Lazio, anche nel rapporto con i presidenti?
"Io ho avuto un buonissimo rapporto con Lotito e ce l'ho buonissimo con Zhang, che è un presidente presente. È sempre accanto a me, al mio staff: abbiamo la fortuna di avere una società presente. Nel calcio, come ho detto prima, contano vittorie, sconfitte e trofei: fortunatamente in questi sette anni sono sempre riuscito a portare trofei, ricavi e poche perdite alle mie società. Spero di continuare a farlo. Adesso abbiamo qualche punto di distacco, ma tutto sommato mi sembra una classifica che vede Atalanta e Napoli avanti con merito: poi altre squadre hanno perso qualche punto vuoi per episodi e vuoi per infortuni, ma col lavoro risaliremo".

Perché secondo lei questo di più che si chiede alla squadra non arriva? Dall'esterno c'è la sensazione che non si vada tutti dalla stessa parte.
"È una sensazione che arriva fuori, probabilmente sbagliata. Andiamo tutti nella stessa direzione, lavorando come si è sempre lavorato: in questo momento stiamo pagando nella singola partita l'episodio. Probabilmente, in una buonissima parte dello scorso anno, quando vi siete divertiti tanto a vedere giocare l'Inter, non prendevi gol sul singolo errore. Ora siamo puniti puntualmente e come vi ho detto prima abbiamo analizzato e visto che dobbiamo dare di più tutti, a partire dal sottoscritto e da giocatori fondamentali per noi in questo anno e mezzo, che in questo momento devono ritrovare la forma giusta, però sono grandissimi professionisti e lo hanno sempre dimostrato all'Inter".

Che Roma si aspetta?
"È una squadra forte, fisica, l'anno scorso insieme a Milan e Inter è stata l'unica italiana che ha vinto. Ci siamo incontrati tante volte: troveremo una squadra migliorata, che ha inserito giocatori importanti, sta avendo un buon cammino in campionato e in Europa. Ha avuto, come noi, tanti giocatori fuori con le Nazionali. Ora bisogna vedere chi arriva pronto sul campo".

IL CORSIVO - Un altro Simone Inzaghi, persino sborone. Forse è proprio quello che serve all'Inter

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