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ESCLUSIVA TMW - Cittadella, Luppi: “Tornare in campo? E se dopo un calciatore risultasse positivo?"

di Luca Bargellini
ESCLUSIVA TMW - Cittadella, Luppi: “Tornare in campo? E se dopo un calciatore risultasse positivo?"
Il campo è oramai un ricordo, così come l’adrenalina della partita, lo spogliatoio condiviso con i compagni e il contatto con i tifosi che sono il sale del calcio. Oggi essere un calciatore professionista significa allenarsi da solo, nel salotto o nel giardino di casa, in attesa di sapere se e quanto la giostra del pallone tornerà a girare. Con la querelle sul taglio degli stipendi che tiene banco oramai da giorni. Di tutto questo la redazione di TuttoMercatoWeb.com ne ha parlato con Davide Luppi, attaccante classe 1990, del Cittadella. Iniziamo dalla questione più delicata per voi calciatori ovvero il taglio degli stipendi. Qual è il suo pensiero? “Non credo che si possa fare una considerazione uguale per tutti. Ci sono realtà diverse non solo fra le diverse leghe, ma anche all’interno di una medesima serie. E’ facile capire che il Benevento, ad esempio, abbiamo una situazione diversa da altre realtà della cadetteria. Per questo l’unica soluzione è che ogni società si metta a tavolino con i propri calciatori e trovi un punto d’incontro che serva per affrontare assieme le difficoltà del momento”. Tutto questo con il miraggio di un ritorno in campo che ancora non si sa quanto sia concreto. “E’ una situazione atipica per tutti e ognuno di noi cerca di arrangiarsi come può. A volte un periodo di stacco serve dalle tensioni di un campionato così impegnativo come la Serie B, ma adesso c’è la voglia di tornare a fare le cose che ci piacciono, di tornare in campo. Anche se sai che ancora non puoi. Personalmente, poi, posso dire di vivere questi giorni abbastanza bene, grazie anche al periodo di inattività di un anno e mezzo che mi sono messo alle spalle. Per questo punto a cercare di migliorarmi ogni giorno, sia con l’allenamento sia riguardandomi le gare di prima della sosta. Ovviamente il campo è tutta un’altra cosa”. Crede nella ripresa della Serie B? “Discorso complesso. Se dovessimo metterla solo sul piano della salute è molto difficile pensare alla ripresa perché qualche caso potrebbe tornare ad esserci e se malauguratamente questo si dovesse palesare per un giocatore c’è da immaginarsi la quarantena per tutta la sua squadra e a quel punto anche la regolarità del campionato finirebbe immediatamente. Capisco però che sul piano economico lo stop al torneo sia un problema seri, ma i rischi per la salute sono veramente tanti. Senza garanzie certe la scelta migliore sarebbe ripartire a luglio con la nuova stagione. Perché capisco che questo sport sia un business, ma se nel momento attuale riusciamo a pensare solo al calcio vuol dire che non abbiamo capito a pieno la situazione”. Situazione attuale che ha trovato in molti calciatori dei veicoli eccezionali per la raccolta di fondi da destinare alle strutture sanitarie impegnate nella lotta al Coronavirus. Tu sei fra questi… “Nel mio piccolo ho scelto di attivare una raccolta fondi a supporto del Policlinico di Modena (Clicca qui per maggiori informazioni). Io sono di Carpi e con la maglia del Modena ho vissuto momenti molto belli: sono legato a quella realtà e così ho deciso di provare a dare il mio contributo”.
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