E' tornato il Mourinho show: "Certi giornalisti sono bugiardi compulsivi"

di Simone Bernabei
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"Bentornato José... ci sei mancato". Il Daily Mirror apre così la sezione sportiva del suo portale web. Lo José in questione è ovviamente Mourinho ed il riferimento è alla conferenza stampa odierna. Lo Special One, davanti ai giornalisti alla vigilia della gara col Watford, ha utilizzato il suo solito metodo polemico (e discutibile) per parlare di Marcus Rashford e del suo utilizzo: "Sono felice per lui, in Nazionale ha giocato bene e segnato due gol. Parlando di Marcus, credo che domenica sarò duramente criticato per il fatto di non farlo giocare domani. Qualche giornalista è ossessionato dalla mia figura e qualcuno ha problemi di bugie compulsive. Per questo mi aspetto che domenica, al risveglio, la prima cosa che faranno sarà pensare a José Mourinho. Immagino che domenica sarò criticato per non aver fatto giocare Marcus. Ma non è colpa mia. Rashford è squalificato, per questo tutti voi (rivolto alla sala stampa) dovreste ricordargli che non potrà giocare. Per chiarire meglio le cose ai tifosi spenderò ancora qualche minuto con voi: nel 2016/2017 Marcus ha giocato 32 gare di Premier, 11 di Europa League (compresa la finale), 3 di FA Cup, 6 di League Cup (compresa la finale) e il Community Shield. Un totale di 56 presenze. Parliamo anche di minuti? 3068. Che divisi per 90 minuti fanno 34,2 partite intere. Nel 2017/2018 ha giocato 35 gare di Premier, 8 di Champions, 5 di FA Cup, 3 di League Cup e la Supercoppa Europea. 52 partite, 2676 minuti. Che divisi per 90 fanno 29,7 partite complete. Quindi in due stagioni con me ha giocato 105 partite, incluse 5 finali, per un totale di 5.774 minuti. Chi parla di scarso minutaggio per lui credo sia leggermente confuso. Marcus non è Solanke, Loftus-Cheek o Calvert-Lewin. E' solo Marcus Rashford. Un giocatore dello United che ha collezionato un incredibile numero di presenze nelle migliori competizioni esistenti".
Quindi un nuovo affondo verso i giornalisti: "Alcuni hanno doppio stipendio, lavorano anche per i club e per questo non possono essere indipendenti, portano le discussioni nella direzione che vogliono. E' ovvio e naturale. Non etico, ma lo accetto. Mi dispiace per quelli che si svegliano la mattina e per prima cosa pensano a José Mourinho e al Manchester United, nella vita ci sono cose molto più eccitanti. Da quando sono qua non l'ho mai lasciato fuori per scelta mia, ma solo per squalifiche o infortuni. Questa è la cosa più importante".
In chiusura lo Special One prova a stemperare i toni rispondendo ad una domanda sulla sua caduta all'ingresso di Wembley di qualche giorno fa: "E' stato un bel tuffo. Stavo proteggendo il mio telefono, sicuramente non era rigore. Ma forse era da ammonizione".


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Lunedì 19 Novembre 2018
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