Milan, oggi la decisione sul rinvio del closing. Ecco perché è saltato. Berlusconi prova il colpo. Inter, Conte resta al Chelsea. La Juve punta Milinkovic Savic

di Enzo Bucchioni
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L’assemblea dei soci del Milan si riunirà questa mattina, ma non per ratificare la vendita della società ai cinesi di Ses come era nelle previsioni. Il closing (come sappiamo) non c’è stato, è saltato un’altra volta. "Tutto sbagliato, tutto da rifare", diceva sempre Gino Bartali, siamo più o meno a quel punto lì.

E allora ecco che i soci del Milan dovranno decidere se concedere alla cordata cinese un altro rinvio di trenta giorni (fino al 7 aprile) a fronte di un altro versamento di cento milioni (entro il dieci marzo) oppure buttare tutto all’aria e intascare i duecento milioni di caparra già versati.

La situazione è delicata e controversa, più o meno come sempre in questi ultimi mesi. Del resto era logico pensare che non potesse andare tutto liscio, qui non si stratta di comprare un appartamento o un’automobile, ma di investire una cifra colossale che tutto compreso, alla fine, sarà molto vicina al miliardo di euro. Inoltre la complessità della vicenda, come noto da sempre, sta anche nel mettere assieme soggetti diversi. Un conto essere Zhang, fare un bonifico e comprare l’Inter, un altro organizzare una cordata.

Un altro fatto anomalo è l’aver deciso di mettere in piazza l’affare fin dal primo giorno del compromesso. Per vendere l’Inter a Thohir c’è stata una trattativa durata da febbraio a novembre, quasi sempre sott’acqua, comunque smentendo fino all’ultimo tutti i rumors. Di solito è così che si fa, ma quando si parla di Berlusconi è tutto mediatico, tutta una fiction. Se guardiamo bene i tempi non sono stati poi così lunghi, una decina di mesi per un affare del genere sarebbero nella norma. Il problema sono gli step annunciati che hanno sempre creato una enorme attesa.

Ma perché è saltato il closing ancora una volta? E’ evidente che Yonghong Li, il broker, stia faticando a trovare le risorse e pare altrettanto evidente che alcuni potenziali investitori si siano defilati lasciandolo in difficoltà. In particolare l’ultima defezione sarebbe quella di China Construction Bank che in un primo tempo avrebbe pensato di far arrivare i suoi cento milioni da un paradiso fiscale. Questa manovra per aggirare la normativa cinese sull’esportazione di valuta per investimenti esteri, non sarebbe stata gradita dal governo cinese. Comprensibilmente, la banca ha deciso di ritirarsi.

Come è noto per chiudere l’acquisto mancano ancora 320 milioni più cento per la gestione della società di questi mesi che i cinesi (secondo accordi) si sono accollati.

Riuscirà Yonghong Li a trovarli in un altro mese?

Visto che la proroga richiesta sarà concessa solo a fronte di altri cento milioni che farebbero così salire a 300 i milioni di caparra già versati, una cifra del genere dovrebbe almeno fugare i dubbi, sulla reale intenzione di questa cordata e dei compratori. Certo, il giallo c’è, ma conoscete qualcuno disposto a rimetterci cifre del genere dicendo "scusate, abbiamo scherzato". La risposta più logica da dare sarebbe un banale "lasciateci lavorare", ma il mistero sui nomi degli investitori non fa altro che ingigantire i dubbi.

Che fare allora?

Berlusconi lo raccontano tentato dal non concedere l’ulteriore proroga richiesta per intascare la caparra da 200 milioni già versata e mandare tutto a monte. Non abbiamo dubbi, fosse stato per lui non avrebbe mai venduto. Il problema è che i 200 milioni non bastano neppure a coprire il disavanzo di bilancio del Milan e la gestione corrente ha già portato a un impegno di 70 milioni. Alla fine Berlusconi capirà an cora una volta che lui non ha più le risorse di un tempo e la vendita, anche se sofferta, è l’unica strada per evitare al Milan di traccheggiare in questo limbo di classifica.

Ma i dubbi sui cinesi si allargano anche al futuro. Ammesso e non concesso che il 7 aprile trovino i soldi e questo closing si faccia davvero, dove troveranno poi le risorse per rifare grande il Milan?

Per questo garantisce ancora Yonghong Li, i problemi sono nati solo per l’acquisto all’estero e per la formazione della cordata. Dopo il closing i soci avranno più facilità di accedere ai capitali e finanziare all’estero la ristrutturazione di una società già acquisita. Morale? Non resta che aspettare la decisione di oggi con la consapevolezza che ogni mese perso significa rinviare i programmi futuri. Può Fassone allungare il contratto di Montella o dare a Donnarumma i cinque milioni che chiede Raiola per impedirne lo scippo? Domande che, comprensibilmente, tengono in ansia i tifosi.

In ansia sono anche i tifosi dell’Inter per le sorti della panchina nerazzurra. Pioli sta facendo benissimo, ma c’è chi racconta che Suning vorrebbe un profilo più alto, internazionale appunto. Ecco allora la caccia al nuovo Number One degli allenatori, al secolo Antonio Conte. Di fronte ai soldi può succedere di tutto, ma Conte ha un contratto con il Chelsea e intende onorarlo. Sta provando a vincere la Premier, poi ha come obiettivo il vecchio sogno della Champions: riparliamone dopo il 2018. E’ vero poi che l’Inter vuol fare grandi cose, ma difficilmente giocherà in Champions l’anno prossimo e Conte di scudetti ne ha già vinti tre con la Juve, per ora meglio la sfida con il Chelsea che sta vincendo alla grande.

Meglio la Lazio della Fiorentina, così decise due anni fa Milinkovic Savic. Solo ora i viola si rendono conto del giocatore che hanno perso, uno dei centrocampisti più forti del nostro campionato, 22 anni, grandi margini di miglioramento. La Lazio l’ha strappato alla Fiorentina (era già in sede a firmare) due anni fa e l’ha fatto crescere bene. Ora è nel mirino della Juve che ha sondato il terreno sempre minato di Lotito. La Lazio l’ha pagato circa sette milioni, secondo Transfermarkt oggi vale più del doppio. Volete che Lotito non spari una cifra sui trenta milioni? C’è da scommetterci. La Juve sa però che nel mercato tutto può succedere e ci sta seriamente provando.


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