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Juve: secondo voi, Agnelli è contento di Sarri? Si prepara Milik-Bernardeschi. L'Atalanta è l'unica che merita lo scudetto. Napoli: ecco perché cambia la storia. E per Allan c'è l'Everton. Riaprire gli stadi? La squadra che spinge...

di Tancredi Palmeri
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L'Atalanta è l'unica squadra che merita veramente di essere coronata campione d'Italia 2019-20. Non è nemmeno una provocazione più di quanto non sembri a leggerla. Ha preso a schiaffi la Juventus come all'andata, e come all'andata ha piuttosto da recriminare per le scelte arbitrali (anche se a Gasperini non interessa tanto, almeno in questo caso). Proprio i punti persi nella doppia sfida con la Juve fanno sì che le due non siano alla pari. Ma che pensiate ci fossero o non ci fossero i rigori non fa alcuna differenza: la prestazione è là, non sono rigori arrivati da un martellamento offensivo bensì episodi totalmente fortuiti, l'Atalanta ha spazzato via totalmente la Juve.
E cosa che fa più impressione: non solo nel Primo Tempo, una delle dimostrazioni più scioccanti allo Stadium. Ma anche al 70', dopo che era stata fisiologicamente costretta ad abbassare i giri, dopo che era stata già raggiunta, dopo che incredibilmente e coraggiosamente Gasperini aveva deciso di cambiare tutti gli uomini chiave. La cosa più incredibile è che l'Atalanta ha spazzato via la Juve prima con il piano A, e poi con il piano B. Quando invece la Juve non è salita nemmeno su un piano ammezzato.
Sappiamo bene che il merito è una cosa che non esiste nel calcio, esiste solo la classifica con i punti che si sommano e per questo la Juve sarà campione d'Italia. Ma vi ricordate quando Sarri disse che nessuno si ricordava di chi aveva battuto l'Olanda di Cruijff, ma tutti si ricordavano di quell'Olanda?
Ecco, esattamente questo: nessuno si ricorderà di questa Juventus di Sarri.
Poi ovvio, c'è sempre la Champions, e se fa l'incantesimo in 4 partite pure vincendo con quattro 1-0 con quattro autoreti, tutto sarà trasformato.

Ma siete convinti, davvero, in tutta onestà, che Agnelli – che ha cambiato Allegri neanche troppo convinto ma convinto da Paratici e Nedved, e lo ha fatto per vincere in modo diverso – sia contento di quello che vede con Sarri? Sia contento di vedere un allenatore che non ha alcun ascendente né tattico né carismatico sulla propria squadra? Ognuno è libero di pensarla come vuole. Ma ripeto: siete oggettivamente convinti che Agnelli sia contento di quello che vede? Era stufo non solo di non vincere la Champions, ma anche di vedere una squadra che dopo Cardiff vinceva senza lasciare niente di sé, nessun piacere della prestazione, ma che arrivava alla vittoria esclusivamente grazie alla stesa senza fine di investimenti della società per garantirne la supremazia. Che differenza c'è con questa Juve di Sarri, che dopo un campionato e un Europa sparagnine come il peggior Allegri (il peggiore, quello 2017-19, non il migliore come il 2016-17 del brillante 4-2-3-1) arriva alla partita con l'Atalanta, dove in fondo non rischia comunque di perdere lo scudetto, ed è capace solo di giocare al nulla, al vuoto pneumatico?

Adesso che anche l'illusione Guardiola è svanita, bisogna tenerselo Sarri anche per il prossimo anno, salvato dai tempi ristretti tra fine di questa stagione e inizio della prossima, e dalla mancanza effettiva di competitor sulla lista – il costosissimo Pochettino permettendo. Ma siete convinti che alla Juventus siano contenti?
Vada come vada, la squadra si continua ad allestire tra magate di Paratici come Artur e esigenze di bilancio pressanti. E siccome serve il centravanti, sempre sperando che Higuain faccia la grazia di andare, ecco che i dubbi su Milik sembrano essere risolti, tanto più che adempirebbe a tante caselle che vengono richieste. Non ultima, quella finanziaria: il costo è contenuto in relazione a quello che serve, e soprattutto è combinabile con un altro scambio alla pari o quasi che permette di scrivere un preziosissimo numero a bilancio.

Perché il Napoli si sta convincendo alla transazione con Bernardeschi, alla pari o con in aggiunta pochi milioni in più, e così si metterebbe una pezza a una situazione in perdita dal punto di vista negoziale.
Una pezza anche finanziaria alla voce plusvalenze, aiutandosi a vicenda, perché a Napoli sta cambiando la storia: per la prima volta si mette avanti un acquisto pesantissimo dal punto di vista economico, ma senza averne ancora incassato i fondi. Gli 81 milioni per Osimehn sono quasi un rischio, ma sicuramente sono un ammirabile tentativo di progettualità. Ed è vero che il Napoli è il club con il fondo cassa più ampia in Serie A, ma mai De Laurentiis aveva sborsato prima di incassare, e lo farebbe proprio nella stagione in cui gli introiti Champions verranno a mancare, per non parlare delle perdite dovute al covid.
Davvero potrebbe rimanere Koulibaly, uno che era napoletano dentro e ancora non lo sapeva, anche se fino alla fine è meglio rimanere attenti, ma altri dovranno andare via e il primo che dovrebbe finanziare la campagna è Allan.
Lontanissimi gli 80 milioni che pretendeva De Laurentiis per lui solo due anni fa dal PSG, adesso probabilmente il presidente si accontenterebbe anche di una trentina.
E c'è il discorso avviato con l'Everton, dove Ancelotti l'ha messo in lista richieste, e dove si vuole accontentare almeno un paio di desiderata dell'allenatore arrivato a dicembre. Finita la Premier, ad agosto si dovrebbe entrare nel vivo.

A proposito: nel frattempo c'è chi spinge per la riapertura degli stadi.
Vi chiederete: ma che senso ha fare le cose in fretta e furia adesso, a 5 giornate dalla fine, con 7 giornate già giocate, e non aspettare invece di fare le cose per bene per la prossima stagione?
Già.
La curva epidemiologica permetterebbe anche il passo, acconsentendo all'accesso fino al 40% della capienza della struttura.
Tuttavia, non è certamente semplice organizzare l'osservanza delle norme per circa ventimila persone in un posto ad alto concentramento, e in così breve tempo peraltro.
Sono tornato lunedi sera per la prima volta allo stadio, a San Siro per Inter-Torino, a cinque mesi dalla mia ultima partita – Napoli-Barcellona, ma anche proprio da quell'Atalanta-Valencia. Esperienza surreale, si sentivano gli uccellini cantare a San Siro durante la partita, sembrava quasi di disturbare l'allenamento. Quasi meglio vederla da casa, almeno per essere sicuri di non ingombrare.
Lo stadio vuoto mentre si gioca è proprio una violenza psicologica, diciamolo, dunque se si può riaprire in sicurezza, ben venga.
Solo che effettivamente non si capisce la fretta al 15 luglio.
Ma c'è qualcuno che sarebbe contento se arrivasse già il semaforo verde: la Juventus spera ancora di poter portare 17mila persone allo Juventus Stadium che la aiutino a ribaltare lo 0-1 contro il Lione. Vuol dire tanto, vuol dire proseguire il sogno, vuol dire garantirsi altri premi Champions vitali.
Sarebbe difficile farsi dare un permesso ad hoc solo per quella partita, altra cosa invece sarebbe cavalcare la lunga onda di un accordo arrivato in tempo prima della fine del campionato.
Badate bene: la Uefa nel suo comunicato non ha mai detto che sicuramente non ci sarà pubblico presente, ha solo ravvisato come non sembrino esserci le condizioni. E si riferiva comunque solo alle Final Eight.

Perché, e da tenere bene a mente, per quanto riguarda il ritorno degli Ottavi in terra della squadra di casa, la decisione sulla sicurezza spetta sempre e solo alla giurisdizione delle autorità locali.
Dunque sarà lo Stato a decidere se ci sarà il pubblico presente per Juventus-Lione. E se il pubblico potrà essere presente già da un po' prima in campionato, tanto meglio...

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Mercoledì 12 Agosto 2020
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