Juve: la "bomba" su Allegri. Milan: ecco la versione "cinese" sul futuro fuori e dentro al campo. Inter: la guerra attorno a Pioli (e quelle strane voci). Napoli: che sia una notte senza rimpianti

di Fabrizio Biasin
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Oggi ho veramente mezz’ora di tempo. Una miseria. Di solito lo dico a caso, questa volta sono serissimo. Quindi per una volta sarò davvero breve, lo giuro.
Prima di iniziare, però, una considerazione piuttosto seria: la comunicazione all’epoca dei social network è complicatissima.
Ognuno scrive e dice un sacco di troiate. Io, per dire, sono maestro di “scrittura e pentimento”. Questa cosa viene sfruttata da una nuova categoria di persone: “i rompicoglioni da social”.
I rompicoglioni da social non ti lasciano passare niente. Dici che c’è bel tempo? Per loro hai “una visione distorta delle cose. Non sarà che hai qualche interesse a dire che c’è bel tempo? Stronzo”. L’insulto finale è il segno distintivo del “rompicoglioni da social”.
Per farvi capire cosa intendo, riporterò due discussioni realmente avvenute questa settimana, a mio modo di vedere esempi magistrali del puttanaio a cui siamo tutti quanti sottoposti.
Tweet del sottoscritto durante Samp-Pescara: “Per me Muriel è fortissimo, parecchio discontinuo ma fortissimo”. Ora, questa scemenza scritta non per cambiare le sorti del mondo, ma per far passare il seguente e complicatissimo concetto “a-Biasin-piace-Muriel” ha generato le seguenti risposte.
“Non vogliamo all’Inter quella sega! Servono i campioni!”.
“Tienilo tu Muriel: è grasso e non serve a nessuno!”.
“Vuoi condizionare le scelte sul mercato? Eh? Vergognati”.
Fino al classico “stronzo!” che non passa mai di moda.
Mi sono permesso di rispondere a uno dei tanti “Scusa, ma se scrivessi “Mi piace molto Emily Ratajkowski” mi risponderesti “No! Troppe tette! Non è adatta per l’Inter”? Ho solo detto la mia”. Mi ha risposto: “La Ratajkowski è gobba, dovresti saperlo, vergognati”.
E poi domenica. Dopo Cagliari-Inter 1-5. Tweet: “Pioli sta facendo bene, una buona domenica per l’Inter, meno per quelli che lo vedono traghettatore a prescindere”. Apriti cielo!
“Questa vittoria aumenta i rimpianti! Altro che bella domenica!”.
“Sì, ma all’inizio l’Inter ha giocato male!”.
“Pioli vince solo con le squadrette, altro che balle”.
“Non vince gli scontri diretti! Serve l’allenatore top! Pioli a casa”.
Fino allo straordinario “Pioli fa male a vincere, paradossalmente se arriva in Champions non lo confermano”.
E allora, perdonate, ma partiamo dall’Inter.

QUI INTER

Poche righe, pochissime. La vittoria con il Cagliari è stato il successo “meno celebrato di sempre”. La gente non ha detto “che bello, passo una bella domenica da interista”, ma “questo 5-1 vale niente”. Questa cosa, scusate, è illogica.
Tutti abbiamo capito che questo è un campionato anomalo e che ci sono 5/6 squadre che vincono quasi sempre, ma non è sufficiente per sentenziare “Pioli è inadatto”.
Il tecnico nerazzurro ha messo insieme 15 turni di campionato. In questa che – badate bene – non è una classifica “parziale”, ma l’intera strada percorsa da Pioli in nerazzurro, è riuscito a mettere insieme 34 punti, 3 meno della Juventus prima. Un terzo posto “virtuale” (dietro anche al Napoli) che conta una fava in termini di “classifica finale”, ma dice molto dell’operato di Pioli. Ha perso gli scontri diretti? Può darsi, ma evidentemente c’è chi in questo periodo ha fatto peggio di lui. Lo dicono i numeri, non io.
Questo non significa che l’Inter debba confermare l’allenatore oggi, semmai che lo stesso abbia tutto il diritto di giocarsi la riconferma.
Conte? Simeone? Sono ovviamente tecnici validissimi e più "internazionali", ma in questo momento parlare di loro ha poco senso, soprattutto se si crede ancora nel terzo posto. Chi insiste con “speriamo in Conte o Simeone” ha già ammainato bandiera bianca, secondo la logica – facile e assai poco utile – del “pensiamo al futuro perché il futuro è sempre bello”. Cazzate: chi cerca costantemente consolazione nel futuro avrà sempre paura del presente, anche se arriverà Conte, anche se arriverà Simeone, anche se arriverà l’ibrido “Contone” (o “Simeonte”), tecnico mitologico che mangia avversari e - almeno in teoria - sputa triplete.

QUI MILAN

Due cose veloci.
La prima. Chiedo scusa a Sosa, perché chi non riconosce e nasconde i propri errori è solo un fetente. Un paio di mesi fa scrissi una cosa tipo “…e giocatori come Sosa che non giocano mai e sono venuti a Milano a svernare”. Da quel momento Sosa si è trasformato in Iniesta. Bravissimo lui, sputasentenze io.
La seconda. Ho fatto la mia solita telefonata “per capirci qualcosa”. Vi riporto il tutto mettendo ben in risalto che il sottoscritto non intende illudere nessuno, semplicemente prova a fare il suo mestiere.
Discutendo con la “parte cinese” (e solo quella), ecco quello che ho ricavato:
i soldi della terza caparra da 100 milioni non arriveranno prima di venerdì. Magari tra dieci giorni e comunque il prima possibile, ma sicuramente non prima di questo fine settimana.
all'arrivo dei soldi verrà stipulato il nuovo contratto di cessione, che è già in fase di stesura (con qualche difficoltà) tra gli avvocati delle due parti.
insieme con la prossima tranche verrà completata la documentazione (in parte già arrivata) che garantirà la tracciabilità del denaro in osservanza alle norme anti-riciclaggio.
il closing, almeno nelle intenzioni, non è in discussione. Dopo un investimento da 200 milioni e con altri cento in arrivo, sarebbe incredibile e grottesca una rinuncia all'affare. Il vero problema, anche in ottica futura, resta l'esportazione del grano al di fuori della Cina, bloccata dalle recenti restrizioni volute dal governo di Pechino.
Per risolvere lo stallo in passato si è pensato anche di aprire un conto a nome di Fininvest in una banca cinese. La holding di casa Berlusconi, però, non avendo interessi in Asia, avrebbe poi avuto gli stessi problemi di Sino Europe per portare fuori dal Paese i capitali e quindi l'ipotesi è stata tralasciata.
tutte le trattative messe in piedi dalla coppia Fassone-Mirabelli sono ancora aperte. Nessun interlocutore di mercato, al momento, si è spaventato di fronte allo stallo nella trattativa.
i futuri dirigenti non hanno ancora sottoposto il piano-mercato a Montella, che sarebbe (ovviamente) confermatissimo sulla panchina rossonera. Sempre se l'Aeroplanino accetterà l'eventuale progetto del Diavolo cinese.
proprio per rispettare il lavoro di chi da tanti anni - e tuttora - opera all'interno della società, non ci sono stati contatti con Mino Raiola per discutere il contratto di Gigio Donnarumma.
Fine. Tutto ciò tranquillizza i tifosi del Milan? Neanche un po'. Ci sono tante e crescenti ombre attorno alla faccenda? È evidente. Qui si riportano informazioni e si evitano sentenze. Quelle le lasciamo ai tanti che hanno certezze da vendere (beati loro...).

QUI JUVE

«Con Allegri ancora assieme al 100%? Penso proprio di sì e in questo momento non ci sono motivi ostativi. Noi siamo contenti di lui e lui di noi, quindi il problema non si pone. Andiamo avanti insieme per cercare di coronare un risultato importante». Parole e musica di Beppe Marotta. Noi lo andiamo ripetendo da un po' e avevamo sputato una simile sentenza anche nell'editoriale della scorsa settimana. Ora il dg della Juve conferma il nostro pensiero: né alla Signora né ad Allegri conviene in questo momento guardarsi attorno. Migliorarsi è difficile, mentre è facile rovinare una macchina che funziona alla perfezione. Poi, ovviamente, saranno i risultati da qui a fine stagione a cementare o modificare le attuali certezze. Quali? Al momento nessun tecnico è stato "allertato", né Allegri si è promesso ad alcuno.

QUI NAPOLI

In bocca al lupo, Napoli. Nel senso del Wolf-sburg, l'ultima squadra a battere il Real Madrid 2-0 in casa nei quarti d'andata dell'anno scorso (al Bernabeu poi finì 3-0, quindi in teoria gli azzurri partirebbero persino avvantaggiati grazie al gol di Insigne). Il piano di Sarri è «rompere i cogl...», ma gli azzurri possono e devono fare di più. Soprattutto devono dimostrare di essere una squadra che può giocarsela a questi livelli senza paura e con certezza dei propri mezzi. E soprattutto per i 90' interi, evitando cali come quelli di Roma. Servono prestazioni di questo livello per far maturare un gruppo ambizioso e saturo di "cazzimma". Stupire l'Europa si può, De Laurentiis... Pure.

Chiudo con una stupida lettera aperta che potrebbe scrivere un eroe moderno, una vittima del calcio di oggi. Ma in fondo anche un gran paraculato dei regolamenti attuali, quei sistemi al limite della follia che hanno trasformato una buona fetta degli extracomunitari in caselle da occupare in attesa di scovare un campione in Brasile o Argentina. (Twitter @FBiasin @ilsensodelgol Mail: ilsensodelgol@gmail.com).

LETTERA APERTA AI MILANESI


Ciao,
non faccio un cazzo.


Cioè, voi cosa vi inventate per passare il tempo? Andate in cima al Duomo a fare "Topoli Madonnina"? Oppure fino all'ultimo piano della Rinascente dove vendono il tonno buono in vetro e le salse rare? 

Io mi annoio.


Non che dov'ero prima si stesse meglio, per carità, sputazzavano per terra, ma almeno mi davano retta. Dicevano che ero bravino. Qui non mi fila nessuno, neanche Moratti, per dire, e Moratti in genere ha una buona parola per tutti.


L'altro giorno sono andato a vedere le palme in piazza Duomo per passare una mezz'ora. Del resto ne parlavano tutti. Dopo cinque minuti ho pensato "e sticazzi?". E sono tornato ad annoiarmi.


A casa mia (non quella milanese) è tutto più bello: c'è l'oceano, il deserto, le piante giganti. Altro che Idroscalo e banani.


Milanesi, io non ce l'ho con voi, ma qui è una barba. Cioè, corro tutti i giorni, mi metto anche in mezzo al gruppo, ma loro non mi considerano, mi mettono da parte, mi sfottono, dicono uè pirla.

 Anche il giappominchia mi sfotte.


Sentite, facciamo così: mi hanno detto che a Milano c'è sempre il problema del "decimo" a calcetto. Quello che all'ultimo si sfila e vi lascia nella merda. Io ve lo dico: sono automunito e vengo volentieri.

 Qualcuno dice che son meglio in porta che fuori: non sottovalutate il fatto che potete farmi giocare dove cazzo vi pare.

 Oh, ve lo dico: io una volta ho fatto cento palleggi.


La chiudo qui che c'ho l'apericena all'Arco della Pace, poi grossa cinemata con anche il giappominchia a vedere Trainspotting II, figata.

Ah, se pensate che io sia un povero coglione volevo farvi presente che:
1) La mia fidanzata si chiama Elissa Arnold, andatela a vedere e poi ne riparliamo.
2) Sono qui da un mese e ho appena preso lo stipendio. Dunque, aiutatemi con i calcoli: guadagno 4 milioni di dollari australiani, che al cambio sono 2.86 milioni di euro, che al mese fanno 240.000 euro circa.
Per non fare un cazzo di niente, ricordiamolo.

Chi è il coglione?



A risentirci Milano,
ricordatevi che per il calcetto io ci sono sempre e metto la quota prima della partita, ché alla fine c'è sempre quello che va via e non paga e poi glielo chiedi e ti dice "io li ho messi, sarà stato Garullo", ma lo sai che non è vero.

Ancora ciao,
il vostro "decimo uomo".

Trent Sainsbury

Ps. Se addirittura siete in otto posso chiedere all'amico mio Barbosa: è un po' veneziano ma a cinque vi fa la differenza, fidatevi.


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Lunedì 22 Maggio 2017
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