Il monopolio della Juve fa male al calcio italiano: o tornano le milanesi (dei giorni migliori...) o la Serie A in Europa perderà posizioni. E tanti saluti al regalo dell'UEFA

di Raimondo De Magistris
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Ci risiamo. Superati gli ottavi di finale ecco riaffiorare i soliti problemi e sempre gli stessi limiti. C'è la Juventus, che si avvia indisturbata a conquistare il sesto Scudetto consecutivo (record assoluto). Poi c'è il vuoto, in Serie A e nelle competizioni europee.
La Roma in campo europeo è la stessa di sempre: non regge la pressione. Rende vane buone prestazioni e qualche impresa, come quella del Madrigal, con black-out che non hanno spiegazioni razionali ma che si ripetono con una ciclicità disarmante. Perché il secondo tempo di Lione è uguale alla sconfitta interna col Porto dello scorso agosto, alla disfatta di Manchester o ai sette gol incassati all'Olimpico contro il Bayern Monaco. C'è sempre un motivo per perdere la testa, per rimandare a data da destinarsi un salto di qualità che chissà se arriverà mai.
Discorso diverso per il Napoli, che ha pagato un sorteggio sfortunato. Ci ha provato contro il Real Madrid, ma la disparità di forze in campo era evidente. Troppe frecce nell'arco di Zidane per pensare di avere la meglio, troppo forti i campioni d'Europa contro un Napoli divertente che ha pregi e limiti ben delineati. De Laurentiis può prendersela solo con l'urna di Nyon perché questo è il livello della sua squadra: ha un gioco spesso entusiasmante, ma mancano i campioni per poter anche solo ipotizzare, o accarezzare, il colpo grosso in Italia e in Europa.

E allora resta solo la Juventus, purtroppo. E la colpa non è certo della società di corso Galileo Ferraris, l'unica che tiene il passo con le big europee. Una mancanza di rappresentanza e competitività preoccupante che fa emergere con chiarezza un dato: solo la Milano calcistica può tener testa ai bianconeri. Solo Inter e Milan, oltre alla Juventus, hanno storicamente la capacità di competere a pari livello e spesso battere le più accreditate rivali europee.
Lo dice la storia, lo ribadiscono i numeri. In Serie A Juventus, Milan e Inter hanno conquistato quasi il 75% degli Scudetti da quando esiste la Serie A a girone unico e in Champions League (o Coppa dei Campioni) nessuna squadra italiana - oltre a queste tre - ha mai vinto.
Solo il ritorno ad altissimi livelli della Milano calcistica può spezzare questo noioso monopolio e ridare vivacità a un campionato che non ha troppo da dire. Sia in testa che in coda.

C'è, inoltre, un 'regalo' da difendere. Quello che la UEFA con la nuova regolamentazione ha consegnato anche alla Serie A per evitare la nascita della 'Superlega'. A partire dalla prossima stagione, garantito alle prime quattro leghe (ranking alla mano) l'accesso alla Champions League successiva senza passare per i preliminari per le prime quattro in graduatoria.
Un aiuto importante per il calcio italiano, che ormai arriva regolarmente alla fase a gironi con due sole squadre. Un assist per rilanciare l'intero movimento che non può essere dissipato, ma che resta a rischio fin quando il rendimento dei club nostrani resta quello attuale. Simile o a volte peggiore rispetto a quello di una Francia che ha ancora due squadre in corsa (Monaco in Champions, Lione in Europa League) e incalza anche grazie a una competitività interna che quest'anno è cresciuta.
E allora, ancora una volta, non resta che affidarsi alla Juventus. Con la speranza che le grandi assenti tornino quanto prima a dare una mano alla Vecchia Signora.


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Giovedì 25 Maggio 2017
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