Berlusconi e Fassone, da voi pretendiamo chiarezza. Finora un solo vincitore. Pochettino e il Barcellona, Perin e la Lazio e quell'Icardi che di nome non fa Mauro... FIGC: il giorno del verdetto. Perché votare Tavecchio e perché Abodi

di Michele Criscitiello
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La Juventus allunga anche quando frena: è la dimostrazione che il campionato è finito da un pezzo o, meglio ancora, non è mai cominciato. Siccome il campo regala solo noia e fatti scontati, dobbiamo trovare notizie fuori dal campo per restare svegli. Per parlare di mercato è presto, ma non prestissimo, per capire in che direzione sta andando il nostro calcio dovremmo aspettare le 15 circa di oggi.
Nel frattempo ringraziamo i fantomatici cinesi per tenerci svegli tutte le notti con il fantomatico closing. Diciamo la verità: nessuno sta capendo più nulla e - se anche Galliani è rimasto spiazzato da quest'ultimo rinvio - allora siamo in buona compagnia. Noi crediamo a quello che vediamo, a quello che leggiamo e alle comunicazioni ufficiali. Se dovessimo ipotizzare, allora, i tifosi non dovrebbero più leggere i giornali ma affidarsi agli avvocati per avere analisi più lucide. Sicuramente questa storia della cessione del Milan si è incanalata su un binario sbagliato e, comunque vada, qualcuno dovrà spiegare. Se il closing si farà, la preoccupazione del minuto riguarderà la solvibilità di questi nuovi padroni e il futuro di un club così glorioso affidato a dei cinesi che non hanno una buona fama in fase di partenza. Se il closing non si farà, allora, sarà davvero un disastro. E vi dirò di più: il vero disastro sarà per Berlusconi che - in un colpo solo - dovrà spiegare a stampa e tifosi (e ci auguriamo di finire qui) quale Santo deve ringraziare per aver incassato 200 milioni di euro senza aver venduto neanche il 2% della sua società. Ci sono troppi punti di domanda su questa cessione e troppi fari puntati addosso al Milan per poter pensare che questi cinesi siano ricchi come Mister Bee. Berlusconi dovrebbe fare delle dichiarazioni pubbliche e non rilasciare un'intervista di due righe. Fassone dovrebbe dare delle risposte e il tempo dei silenzi non è più consentito. Capiamo il patto di riservatezza, ma questa storia rischia di finire in farsa mondiale. Non possiamo leggere sul Corriere della Sera che il principale capo cordata cinese che vuole il Milan è un truffatore e il dirigente italiano che li rappresenta resta ancora in silenzio. Non possiamo pensare che Fassone faccia rescindere a MIrabelli un contratto con l'Inter e non gli abbia dato garanzie. Qui si sta giocando con la professionalità e la vita di dirigenti e, se manca la chiarezza, in questa fase, manca tutto. Fassone deve parlare. Berlusconi deve spiegare. Sinceramente restiamo convinti che una svolta debba pur esserci, altrimenti, davvero si rischia di contare morti e feriti lungo il percorso di una storia surreale. Nel frattempo c'è solo un vincitore: Adriano Galliani. L'ultima parola, l'ultimo sorriso e l'ultima zampata sono sempre sue. Nelle ultime sessioni aspettavamo sempre il colpo del Condor. Signori, nessuno ne parla ma per ora il vero colpo l'ha messo a segno il Condor al 92' con le squadre già sotto la doccia.
In Spagna, a Barcellona, non hanno problemi di closing ma hanno problemi di panchina. L'esperienza al Barça ha confermato quello che avevamo intravisto a Roma. Luis Enrique ha notevoli limiti per allenare club che puntano a vincere tutto. Il suo addio ha aperto il valzer delle panchine nel momento topico della stagione. Annuncio avvenuto nei tempi sbagliati. Il primo contatto il Barcellona l'ha avuto, mesi fa, con Koeman. Adesso si fanno altri nomi ma quello più caldo e attendibile è quello che porta a Mauricio Pochettino. I dirigenti blaugrana stanno verificando la fattibilità dell'operazione, ma vogliono sondare anche altri allenatori per non sbagliare la scelta. In Italia iniziano i movimenti di mercato. La Fiorentina sta lavorando per Giampaolo in ottica futura e spera di poter chiudere la stagione con Paulo Sousa, la Lazio cerca un portiere e l'ha individuato in Mattia Perin. L'accordo per il trasferimento alla Lazio c'è, ma Tare e Lotito hanno da sciogliere prima qualche riserva sul recupero del ragazzo dall'infortunio. Se ne riparlerà a maggio.
Avete visto Icardi come è forte e come trascina l'Inter di Pioli? Bene, non ce ne frega nulla. Lo sappiamo già. C'è un altro Icardi che ben più lontano da Milano è pronto a spiccare il volo verso una carriera importante. Di cognome fa Icardi ma di nome non fa Mauro bensì Simone. Non è sposato con Wanda e se lo becca per strada Maxi Lopez non gli gonfia la faccia. E' un ragazzo del 1996 e fa il centrocampista, un medianaccio dai piedi buoni. Icardi gioca nel Catanzaro, ieri ha anche segnato ed è un calciatore da prendere al volo. Sarebbe il classico calciatore da Chievo Verona o Sassuolo che poi parcheggerebbero un anno in serie B. Icardi ha grandi prospettive e ha tutto per fare una carriera importante. E' giovane, ha struttura fisica e ampi margini di miglioramento. Seguiamolo.
In chiusura il grande giorno del Presidente Federale. Oggi a Fiumicino, all'Hilton, sapremo chi sarà il numero 1 della FIGC per i prossimi 4 anni. Abodi sfida Tavecchio e il calcio dovrà pronunciarsi. I sondaggi premiano Tavecchio ma l'unica cosa che conta è l'urna. Verso le 15 sapremo tutto. Diretta su Sportitalia dalle 13 alle 15 per conoscere il nome del vincitore che, molto probabilmente, scopriremo solo al terzo scrutinio (50% + 1).
Perché votare Tavecchio?
1) In questi due anni ha lavorato bene e ha seminato tanto. Si era presentato male ma poi ha smentito tutti con i fatti
2) Tavecchio ha stretto rapporti politici internazionali, con Fifa e Uefa, molto importanti e strategici. Cambiare interlocutore per l'Italia sarebbe un disastro
3) Tavecchio è uomo del fare e non dell'apparire: arriva dal calcio dilettantistico e conosce benissimo tutte le categorie. Pronto a fare riforme sostanziali; il suo programma è chiaro e preciso. Se non lo rispetterà, saremo i primi a dirgli di andare a casa.
4) Piaccia o no, con Tavecchio ci sono tutte le big del nostro calcio (Juventus, Milan e Inter) e sono loro che muovo la macchina a vapore. Iniziare un mandato con queste tre società contro sarebbe da pazzi.
5) Votare Tavecchio sarebbe importante per ridurre le società in B e in Lega Pro e riformare completamente la serie D. Campionati che così allargati non servono a nessuno. Distribuiscono povertà e non ricchezza...
6) Votare Tavecchio perché in caso di vittoria di Abodi, un secondo dopo, ci sarebbero litigi clamorosi tra Abodi e i suoi principali sponsor dalla Lega Pro: Ghirelli e Gravina, vero motore della candidatura di Abodi.

Perché Votare Abodi?
1) Ottimo politico del pallone, parla bene e si presenta meglio di Tavecchio
2) Sposterebbe tutto il potere su Roma e annienterebbe la Lega Calcio con più poteri romani e meno milanesi (è un bene, sicuri?)
3) Giusto votare Abodi per dare un volto nuovo, definitivamente, alla Lega di serie B


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Giovedì 25 Maggio 2017
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