Sabelli e il paradosso di Trapani: dalle sirene della A alla panchina

di Davide Giangaspero

No, non è stato un pomeriggio esemplare quello del Bari al Provinciale di Trapani. Al risultato, frutto di una giornata certamente mesta ed eccezionalmente negativa nelle prestazioni dei singoli, si è aggiunta qualche scelta discutibile ed un'esclusione inaspettata. Ha fatto rumore la panchina di Stefano Sabelli, reduce dal turno di squalifica, e confermato sorprendentemente ai box (almeno fino ad ingresso nella ripresa) nella disfatta siciliana.

Un episodio, non l'unico, ma che ha certamente dettato la misura del caos esibito contro gli uomini di Calori. Ha vinto il modulo e la continuità di un undici rimaneggiato (scelto contro il Frosinone, ma causa emergenza) sulla qualità specifica di chi, Sabelli, è sempre stato ritenuto (forse a ragion veduta) uno dei pezzi più pregiati della squadra. Tanto importante da suscitare a più riprese interessi in A, accarezzarla per qualche mese in quel di Carpi nella passata stagione, e sognarla ancora - con solidità di prospettive - per il futuro.

Nel Bari sparito a Trapani si è registrata anche la mezza sconfitta della colonna di destra organizzata a inizio anno da Sogliano. Sabelli in panchina, nemmeno Cassani in campo (suo più naturale sostituto). La promessa Scalera addirittura a chilometri di distanza, lasciato andare via a gennaio alla Fiorentina. Sulla fascia da fluidificante ci è finito allora Furlan (un'ala), protagonista a Frosinone, meno positivo contro il Trapani. Un esperimento senza prospettiva. E con tutto il meglio lasciato andare, forse colpevolmente, tra soffitta e mercato.


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