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Gosens, altro che giocatore finito: così l'esterno della Fiorentina ha riconquistato la Germania

di Pierpaolo Matrone

La stagione di Robin Gosens è iniziata subito alla grande. Il classe 1994 si è calato nella parte con una naturalezza che appartiene solo ai veri professionisti. Prelevato dalla Fiorentina l'ultimo giorno di trattative - il 30 agosto - l'ex Atalanta è stato lanciato seduta stante dall'allenatore: erano trascorsi appena due giorni quando Raffaele Palladino ha deciso di schierarlo nel suo undici titolare anti-Monza. Con risultati strabilianti considerato che proprio lui ha salvato i nuovi compagni da una Caporetto conclamata, aggiustando il punteggio al novantacinquesimo per 2-2.

Una gioia immensa, tanto più che gli veniva già dato del giocatore finito. Ma è un falso storico visto che Gosens ha collezionato trentasette presenze all'Union Berlino, con tanto di sette reti e quattro assist. Non proprio i numeri di chi farebbe bene ad appendere gli scarpini al chiodo. Ecco perché il suo grande approccio all'avventura in riva all'Arno ha il sapore della rivincita. Un po' come il ritorno il nazionale dopo un anno di assenza: preso atto del suo eccellente stato di forma, il c.t. della Germania Julian Nagelsmann lo ha voluto con sé. Debutto con vittoria ieri l'altro in Bosnia (2-1), meglio di così...

Gosens si è trasferito a Firenze con la formula del prestito oneroso a cinquecentomila euro con riscatto condizionato fissato a sette milioni e mezzo. Dunque se si verificheranno i presupposti per innescare l'opzione, il difensore rimarrà automaticamente alla Fiorentina. L'auspicio è che i viola possano crescere nell'arco della stagione anche grazie alla continuità del calciatore nato a Emmerich, fortemente voluto da Palladino per integrare un settore di campo che negli anni era diventato un tabù. La società toscana versa nelle sue casse due milioni netti l'anno, e spera di poter fare altrettanto la prossima stagione. A riportarlo è il Corriere dello Sport.


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