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Il Liverpool ha vendicato la scivolata di Steven Gerrard e la corsa di Demba Ba

di Marco Conterio

Steven Gerrard perse il controllo dello scarpino finendo col cuore a terra. Si rialzò col battito a mille, gli occhi chiusi, Demba Ba come un treno perso all'orizzonte. Li riaprì, la sua Liverpool silenziosa sugli spalti. Casa dolce casa, mai così amara, maledetta scivolata. Cadde, con lei, anche l'ambizione di uno dei simboli rossi d'ogni tempo di riportare la Premier League sulle rive del fiume Mersey.

"Giocai con l'epidurale" Non doveva giocare ma Steven George Gerrard da Whiston non si sarebbe perso quella gara per nulla al mondo. La sua famiglia era Scouse nell'anima e da piccolo scelse, senza indugio, di giocare nella squadra di Keegan e Dalgslish, mica per i rivali col Diavolo Rosso. Per questo, il ragazzo dei sobborghi popolari di Liverpool giocò "con un'iniezione epidurale, di quelle che si fanno per il parto", ebbe modo di dire al Mail in un'intervista.

Sogna di vendicarla da tecnico Aver sfatato il tabù della Premier League, la prima della storia del Liverpool da quando è tale, da quando non è più (solo) First Division, è un macigno che scompare anche dal cuore di Steven Gerrard. "Sarà inevitabile e un sollievo per me e tutti i tifosi. Mi sarebbe piaciuto essere campione da giocatore, vincere titoli è il pane quotidiano del nostro club". Allena a Glasgow, i Rangers, che hanno il suo gioco e il suo cuore pugnace. Oggi elogia Jurgen Klopp, spiega che "dovrebbero fargli una statua" e che "è il migliore al mondo". Ma sogna Liverpool, guarda ancora verso casa. Per farcela anche lui, un giorno, da allenatore. Per restare in piedi, per riprendere Demba Ba.


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