.

Emre Can e Sarri, un matrimonio mai sbocciato e l'addio inevitabile

di Marco Conterio

Emre Can, svincolato di livello internazionale, fior di commissioni per strapparlo al Liverpool e alla concorrenza di tutta Europa, con Maurizio Sarri ha avuto un matrimonio travagliato. Mai sbocciato, fin dai primi errori, come due consorti che si trovano, mica si scelgono. Tanta gamba, tanto dinamismo, non il cervello tattico che Sarri voleva e sperava. Meglio Khedira, più lento, più compassato, meno travolgente ma più di lettura e gestione. Più ragionato, più da Sarri-ball, seppur quel gioco sia ancora ondivaga presenza in casa Juventus.

Emre Can è un addio segnato e scritto, la destinazione giallonera del Borussia Dortmund pare ora in discesa, quasi scontata, seppur non sia ancora arrivato in gong finale. La Juventus ragiona pure sempre verso altri lidi, ma la trattativa coi tedeschi è impostata sui 25 milioni bonus compresi. Matrimonio a un passo, Can è destinato a essere salvo sorprese il dopo Julian Weigl che è andato al Benfica. Il Bayern Monaco si è affacciato ma mai ha gridato il suo interesse fino in fondo per l'ex maratoneta di casa Liverpool.

Che Sarri, e pure la Juventus, liberano a cuor leggero. Perché, preso a parametro zero, garantisce una maxi plusvalenza e pure un risparmio importante dei 6 milioni annui garantiti finora fino al 2022 per il ragazzo dalle casse di Agnelli & co. Partenza scritta, niente Champions, poco campionato, jolly possibile ma non sfruttato. Un matrimonio mai sbocciato. L'addio era inevitabile.


Altre notizie