ESCLUSIVA TMW - Fioranelli: "Da Roma a San Josè, la mia nuova vita in MLS"

di Marco Conterio
ESCLUSIVA TMW - Fioranelli: "Da Roma a San Josè, la mia nuova vita in MLS"
"We are excited to welcome Jesse to the Quakes family". Il presidente dei San Jose Earthquakes, Dave Kaval, accolse così a gennaio Jesse Fioranelli. "E' stato fondamentale per la nostra crescita sportiva", lo salutò James Pallotta. Fioranelli è stato parte integrante e fondamentale del mercato giallorosso, dopo essere arrivato dalla Lazio dove era stato nel compartimento scouting e della match-video analysis. Ora il grande salto. Dall'inizio del 2017, Fioranelli è il General Manager del club californiano e parla a trecentosessanta gradi della sua nuova avventura. Com'è stato l'impatto con gli Earthquakes, Fioranelli? "Ho trovato un gruppo di giocatori importanti, un mix di giovani e ragazzi d'esperienza che abbiamo implementato con acquisti e innesti anche dall'Europa. Dal punto di vista qualitativo della vita qui si sta bene, benissimo". San Josè, California. In effetti... "E' un bel posto dove vivere. La mentalità californiana è bella, in Silicon Valley pensano tanto al futuro, all'innovazione". Come è nata l'idea? "Mi è stata proposta a fine anno, ne ho parlato con il dg della Roma, Baldissoni, che è stato un vero gentiluomo. "Se tu fossi interessato seriamente, non ci opporremmo", mi ha detto. La Roma si è comportata in modo esemplare, dal primo all'ultimo del club. Sono stati aperti e rispettosi della mia volontà". Da italo-americano, una sorta di ritorno al futuro. "La vita riserva sempre sorprese speciali. Sono italo-americano, pensavo che si aprisse tra qualche anno questa opportunità ma non avrei mai, e dico mai, pensato così velocemente". A che punto è la crescita della MLS? "Non è più un mercato emergente ma in espansione, la più alta del globo. I proprietari hanno investito negli stati e c'è grande ottimismo per il futuro. Ci sono possibilità in ogni settore, una base solida. E poi il calcio sta attraendo sempre più persone". Da soccer, finalmente football. "Esatto. Definizione centrata". Non vi intimorisce l'espansione del mercato cinese? "E' un mercato influente, ma qui è diverso. Ho lavorato soli tre mesi a San Jose ma abbastanza per rendermi conto che qui, in MLS, la base è più solida. C'è una lega competitiva, strutturata. Ci sono stadi, progetti, non c'è niente di creato all'improvviso e qui la Cina non è vista come competitor. Magari tra dieci anni sì, ma non adesso. Gli Stati Uniti sono un'opportunità, un mercato solido, dinamico, di mentalità aperta". Sei punti in tre gare. L'inizio è buono, no? "Il precampionato ci aveva dato dei segnali. Abbiamo capito che avendo trasferito 4-5 giocatori di livello avevamo una squadra più offensiva, con più versatilità in attacco. Ci sono i presupposti per ottenere l'obiettivo che è quello di raggiungere i play-off. Le prime due in casa hanno mostrato le nostre qualità, fuori casa contro Kansas abbiamo pagato anche le distanza che qui, negli States, è fattore di rilievo". Chi sono le favorite a Ovest? "Seattle è una squadra difficile da affrontare, oltre 40mila tifosi. Poi Portland, sempre competitiva e la nostra rivale, LA Galaxy, che non è partita secondo le aspettative ma ha delle qualità importanti. Non vediamo l'ora di metterli in difficoltà". Dall'altra parte, invece? "Atlanta è partita bene: ha tanti giocatori latino-americani, un tecnico come Martino. Poi New York City FC: giocheremo contro di loro. Li allena Vieira, in campo c'è Pirlo, Villa. Sono forti, senza dubbio. Storicamente la West Coast è sempre stata forte ma con i nuovi club anche a est stanno iniziando a farsi sentire". Flashback. Lazio. Roma. Le manca l'Italia? "Avrei potuto e voluto restare altri cinque anni, se non si fosse presentata un'opportunità come San Josè. A Roma è stata un'esperienza di vita fantastica, lavorando con persone di alto livello. Parlo di Roma su tutte e due le sponde, chiaro... E' stato uno dei test più importanti della mia vita, mi sono paragonato e comparato con persone di alto livello, con gente che ha scritto capitoli meravigliosi del calcio. Ho vinto anche qualcosina (ride, ndr). E' stata un'esperienza unica, mi rende sereno per affrontare questo nuovo capitolo lavorativo". Il mercato in MLS è aperto fino a giugno. Chi le piacerebbe prendere dalla Serie A? "Ora voglio concentrarmi sul creare le basi della rosa di San Josè. In estate può esserci qualche opportunità, valuteremo nei prossimi mesi se ci sarà modo di acquisire un calciatore da Europa o da Sudamerica. Devi essere pronto davanti alle opportunità, devi fare scouting, ma i macromercati che stiamo seguendo". Ci racconta, in chiusura, la rosa dei suoi Quakes? "Wondolowski è tra gli attaccanti più prolifici della lega, con oltre 10 gol all'anno, ha oltre trent'anni. Tra poco conoscere anche Jahmir Hyka, giocherà a Palermo dove è stato convocato da De Biasi per sfidare l'Italia. E' un giocatore interessante da vedere, bravo palla al piede, è un giocatore d'attacco che ha qualità sopra la media, bello da vedere, che mette in difficoltà l'avversario, imprevedibile".
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Mercoledì 29 Marzo 2017
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