Il futuro di Allegri, Sousa, Spalletti, Sarri e la carta Ranieri: novità e previsioni su uno dei più grandi domini degli allenatori del calcio italiano

di Marco Conterio
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Mentre il Napoli ha ufficialmente detto addio ai sogni Scudetto, la Juventus vola spedita verso l'ennesimo titolo. Sì, dietro c'è la Roma, arrembante, vigorosa, ma la sensazione è che per l'ennesima volta la proprietà americana resterà a bocca asciutta mentre a festeggiare sarà Massimiliano Allegri. Che è uscito vincitore indiscusso dalla disfida con Leonardo Bonucci e che ha definitivamente salito lo scalino. Quello che separa i buoni tecnici e gli ottimi tecnici dai pochi eletti degni d'esser chiamati grandi allenatori. Allegri ha saputo trasformare tatticamente la Juventus, motivare e incentivare Mandzukic, convincere Marchisio a non essere più titolare, ha saputo gestito Lichtsteiner e ha fatto sbocciare definitivamente Dybala.

La sua Juventus è una meraviglia, fredda e glaciale, negli atteggiamenti lui ricorda sempre di più Antonio Conte e questo non può che essere motivo d'orgoglio. Per il club e per Allegri. Solo che a fine anno le parti si separeranno perché, nonostante la Juventus sia il club meglio organizzato e gestito d'Italia, nonostante Allegri sia per distacco il miglior tecnico della Serie A, le parti sembrano essere concordi d'essere insieme alla fine di un ciclo. Così vien da chiedersi chi ne prenderà il posto: Luciano Spalletti è il primo candidato, perché anche lui con la Roma è a fine corsa e perché non rifiuterebbe certo l'ipotesi Juventus. Paulo Sousa è sempre in ballo ma pare destinato più verso la Bundesliga, per provare a crescere ancora, dopo il fallimento alla Fiorentina.

E Allegri? In Italia no, piuttosto ora resterebbe giustamente fermo. Dopo la Juventus, tutto sarebbe un passo indietro. Sicché l'Arsenal è ipotesi credibile, visto che in Inghilterra è stimato e cercato, coi Gunners che sperano nel 'loro Conte'. E alla Roma, se parte Spalletti? Nel domino degli allenatori, occhio a Unai Emery. L'arrivo di Monchi dal Siviglia come ds ne è indizio, dipende da quel che farà il PSG in CHampions League. L'alternativa più facile è Eusebio Di Francesco, quella più credibile Maurizio Sarri. Che lascerà probabilmente Napoli, in un domino difficilmente visto così intenso e denso di movimenti come nell'estate che verrà. Il rapporto con De Laurentiis è ai minimi storici, sebbene il ridicolo silenzio stampa del club di queste ore non lo metta in luce a microfoni accesi.

A Napoli, De Laurentiis sognerebbe Vincenzo Montella che è però destinato a restare al Milan. L'altra sponda di Milano, invece, rischia paradossalmente di cambiare. Non bastano i risultati a Stefano Pioli, forse, Suning vuole un nome di grido da sbandierare sui mercati asiatici. Occhio ad Antonio Conte, non solo al Cholo Simeone... Prima dicevamo di Paulo Sousa. La Fiorentina, non spendesse, lo licenzierebbe subito. Per il futuro, Marco Giampaolo della Sampdoria è in pole, Maurizio Sarri il grande sogno, Leonardo Semplici della Spal un'alternativa plausibile.

In tutto questo, un nome. Che farebbe la fortuna di molti, dopo aver tirato su da protagonista il miracolo più bello della storia recente del calcio mondiale. Claudio Ranieri, autore di una favola e incolpevole vittima della più grande ingiustizia del pallone. Esonerato quando meritava una statua, quando aveva un sogno bellissimo che è stato ucciso. Ranieri merita ancora una grande panchina in Italia. Magari, dopo il 2018, proprio l'Italia. Leicester resterà un sogno bellissimo. Ma in una cosa si sbaglia, mister. Un sogno così, non muore mai.


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Mercoledì 29 Marzo 2017
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